Viareggio, 11 agosto 2017 - FA discutere i social e la città intera ciò che è accaduto mercoledì attorno alle 18,30 nel tratto di mare antistante i bagni Felice e Amedeo e che abbiamo pubblicato nella nostra edizione di ieri. Riepiloghiamo cosa sarebbe successo. La bagnina Alice Dubbiosi, impegnata in un’operazione di salvataggio, conferma di essere stata aggredita da un uomo, un bagnante che risulta essere un finanziere di stanza alla caserma delle fiamme gialle viareggine. Le indagini dei carabinieri, intervenuti per ricostruire l’accaduto, proseguono nel tentativo di capire l’esatta dinamica. Alice Dubbiosi, assistita dall’avvocato Carlo Andrea Gemignani, sulla base di un referto medico di sette giorni, ha dichiarato di essere intenzionata a sporgere querela nei confronti della controparte. Dal canto suo il bagnante si è fatto refertare al pronto soccorso.

Questa la versione dei fatti che fornisce la bagnina. «A circa trenta metri dalla battigia - afferma Alice – si è formato un ‘canalone’ con una forte corrente e l’acqua diventa subito profonda. Abbiamo visto un uomo assieme ad una donna e a un bambino finirci dentro e per questo ci siamo messi in allarme. Premetto – continua il racconto Alice – che quello era già il quinto intervento che facevamo nel giro di poche ore. Anche questo gruppetto aveva difficoltà a tornare a riva, ragion per cui io e il collega del bagno Felice siamo saliti sul patino di salvataggio e siamo usciti prontamente verso di loro».

Una volta che il patino è arrivato a destinazione sono iniziate le incomprensioni. «Quell’uomo – racconta ancora Alice – era visibilmente alterato e infastidito dalla nostra presenza. Dava l’impressione di non rendersi conto del fatto che non era solo la sua vita ad essere in pericolo, ma anche quella della donna e soprattutto del bambino che erano con lui. Invece di mostrarsi collaborativo ha iniziato ad offendere. Inoltre si vantava di esser uomo di legge e di avere tutto sotto controllo». Dopo poco la situazione, secondo il racconto di Alice, sarebbe degenerata. «Ammetto – prosegue – che anch’io ho perso un po’ la pazienza al cospetto di un atteggiamento che mi è apparso strafottente, ma ho cercato di controllarmi. Alla fine siamo riusciti a convincerlo di avvicinarsi alla riva ma lui, pur rientrando, ha continuato ad offendere pesantemente. Quando poi, muovendoci all’indietro, abbiamo raggiunto un punto dove si toccava, lui ha cominciato a scagliarsi contro il patino gridando di essere stato aggredito. Quando gli ho detto con tono perentorio di piantarla, ha fatto un balzo fuori dall’acqua cingendomi il collo: mi ha tirato un pugno e gettato in acqua, tenendomi sotto per qualche attimo. Tremendamente scossa, appena ho rimesso la testa fuori a mia volta gli ho sferrato un pugno. Solo grazie all’intervento di altri tre bagnini il suo impeto è stato frenato. Arrivati sulla battigia – conclude – davanti alle persone che si erano radunate, ha pensato bene di accendersi una sigaretta, ribadendo di essere lui la legge e di essere stato aggredito, addirittura sostenendo di aver ricevuto una remata in testa». La Compagnia della Finanza di Viareggio ufficialmente non si pronuncia anche se viene sottolineato che il fatto è avvenuto fuori dell’orario di servizio.

Sergio Iacopetti