Torre del Lago,  6 ottobre, 2017 - HANNO danneggiato e tagliato le gomme a diverse macchine, per poi tentare di rubare un motorino che ha preso fuoco e ha incendiato un’auto e un motocarro Ape. E’ stata un’altra notte da Far West nelle vie Marconi e Galilei a Torre del Lago, sempre più in preda a criminalità e sbandati. L’ennesimo episodio di una lunga serie, che ha avuto il culmine nella rapina e sequestro della titolare del Bar Diana, che a fine anno chiuderà. Episodi di violenza, spaccio, furti, prostituzione e risse: cittadini ed esercenti sono ormai esasperati e dato che le forze dell’ordine sono sotto organico chiedono telecamere, illuminazione, un piano per il commercio e le ronde.

POCHI giorni fa due extracomunitari si sono presi a bottigliate e hanno litigato fino alle luci dell’alba, sempre sul Viale Marconi. «E’ difficile lavorare qui – commenta Antonietta Pennino del bar pasticceria Caffè e Delizie – perché la notte il paese si trasforma in terra di nessuno. Dopo le 20 il centro si desertifica, noi siamo tra i pochi che rimaniamo aperti fino a mezzanotte. Ma ci sentiamo abbandonati». Luciano Paolini detto Rambo, che ha sempre lavorato nel mondo della vigilanza e della sicurezza, è molto conosciuto in paese. «Tutto quello che sta succedendo – tuona – è perché la maggior parte dei torrelaghesi protesta e parla tanto, ma quando c’è veramente da intervenire, non si vede nessuno. E’ inutile urlare al bar o sui social, è il momento di agire e di dare più potere alle forze dell’ordine». In tanti vogliono che i cittadini scendano in strada e si riappropino del paese. «Ci vuole più collaborazione tra commercianti e residenti – spiega Daniele Pinto, ex carabiniere che gestisce assieme ad altri soci la gastronomia Lo Spiedo Del Lago - perché io ho girato tanto e in Romagna, Salento, Sicilia e in altre zone sono più uniti. Sì alle camminate di sicurezza, soprattutto per la sicurezza delle categorie più deboli: famiglie e anziani».

Massimiliano Rossi del panificio Be’ mi’ Forno sul Viale Marconi rimane aperto tutta la notte. «Vediamo tante facce strane – raconta – ma fortunatamente per ora non è mai successo niente di particolarmente grave. Bisogna incentivare i locali e negozi a stare aperti, invogliando la gente e uscire anche dopo le 20, quando per strada non si vede nessuno e sembra che sia scattato una sorta di coprifuoco. E poi bisogna installare le telecamere». Che servono a disincentivare ed eventualmente a ricostruire quanto accaduto. Anche Patrizio Rigolini che abita a Torre da 40 anni dice sì alle ronde e lancia l’idea del gruppo What’s Up “Sicurezza a Torre del Lago”.

D.P.