Viareggio, 5 febbraio 2018 - E’ scoppiato a piangere Anthony Caturano. Un pianto a dirotto. E’ lui che, al volante, di una Lancia Y ha causato l’ennesima tragedia della strada. In cui ha perso la vita un ragazzo di 21 anni, mentre un altro di 24 sta disperatamente lottando tra la vita e la morte all’ospedale di Livorno. E quando Anthony è stato informato sul tragico epilogo dell’incidente «è caduto in un baratro profondissimo», come ha detto l’avvocato Fabrizio Miracolo che ieri mattina ha ricevuto l’incarico per assisterlo legalmente insieme all’avvocato Riccardo Carloni.

Anthony è un ragazzo della stessa età di quei ragazzi che sono stati falciati ieri mattina sul Vialone in Darsena. Sa di avere sbagliato. Si è messo al volante dopo aver bevuto troppo. All’alcoltest (effettuato alcune ore dopo l’incidente) è risultato positivo: 1,10 cioè più del doppio del consentito dalla legge. Ed è risultato positivo all’esame tossicologico effettuato successivamente in ospedale: un po’ di hashish. Ma ha doppiamente sbagliato, perché non si è fermato. E’ scappato, è fuggito via, senza pensare di chiamare i soccorsi. «Era spaventato – ha detto ancora il suo avvocato – E’ un ragazzo giovane, non sapeva cosa fare. E infatti l’unica cosa che gli è venuta in mente di fare è quello di andare dalla madre. Per chiedere aiuto, per avere un po’ di conforto. Perché fin da subito si è reso conto della gravità della situazione. Ma posso dire che il pensiero è subito andato a quei due ragazzi, alle loro famiglie. Quando ha saputo che uno non ce l’aveva fatta, che era morto per causa sua, è caduto nel più totale sconforto. Non ha mai pensato a sé, non si è preoccupato delle conseguenze gravi che dovrà affrontare».

Anthony Caturano è stato arrestato dai carabinieri per omicidio stradale (il reato già comprende l’omissione di soccorso) e lesioni gravissime. In tanti, qui a Viareggio, conoscono Anthony. Lavora come barbiere nel salone di Massimo Gabrielli sul lungo canale. Gli piaceva quel lavoro. Ci si era avvicinato con grande passione. Ma adesso per lui nulla sarà più come prima. Il mondo gli è crollato addosso. In carcere avrà la possibilità di ripensare agli errori commessi la scorsa notte, al troppo alcol bevuto, a quel piede schiacciato sull’acceleratore. Il resto è solo il tetro buoio della morte e della disperazione.

pdg