Giallo Franceschi: è tutto pronto
per l'autopsia "italiana"
Ma il rientrio della salma slitta: la famiglia è in attesa
Viareggio, 8 settembre 2010 - Slitta ancora il ritorno in Italia della salma di Daniele Franceschi, il 36enne verniciatore navale, scomparso due settimane fa nel carcere di Grasse in Francia. I familiari aspettano una chiamata: si sa solo che nelle ultime ore, all’ospedale di Nizza, è stata svolta la secondo autopsia (quella ‘giudiziaria’ dopo quella medica) disposta dalla Procura locale, dopo la decisione di aprire un’inchiesta bis sulla tragica scomparsa del giovane italiano che si trovava rinchiuso in carcere dall’inizio del mese di marzo.
"Siamo in attesa di una telefonata — ha sottolineato lo zio della vittima, Marco Antignano —. Confermo che una volta in Italia, la salma di Daniele verrà sottoposta ad una ‘nostra’ autopsia: so che il sindaco Luca Lunardini si è già interessato della procedura coinvolgendo anche la direzione generale dell’Asl Viareggio".
La famiglia della vittima non è per nulla convinta della versione fornita dalle autorità francesi, soprattutto la doppia verità sull’orario della morte lascia molte perplessità. Perplessità che la mamma del ragazzo, la signora Anna Cira ha avuto anche quando ha visto il corpo del giovane. "Mio figlio è stato picchiato": parole pesanti che pesano come un macigno nell’inchiesta.
E’ insomma in piena evoluzione la vicenda: anche il legale francese che ha seguito la prima fase dell’inchiesta — in particolar modo l’arresto al casinò di Cannes del ragazzo viareggino — sta ‘rastrellando’ il maggior numero di documenti sulla detenzione preventiva nel carcere di Grasse. Si cerca di capire anche — in base alle lettere-testimonianza spedite ai familiari — quali siano stati i secondini che avevano un comportamento vessatorio nei suoi confronti.
Gli ultimi giorni di vita di Daniele Franceschi sono stati davvero difficili, il ragazzo aveva la febbre ma non tutti gli hanno creduto. E anche il giorno della morte, il ‘viaggio’ in infermeria per essere sottoposto ad un elettrocardiogramma è stato troppo breve per un ragazzo che si lamentava e non riusciva a respirare con regolarità.


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