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Con l'assessore Fantoni
L’assessore Vittorio Fantoni ha risposto alle domande dei lettori in redazione. Vuole un tavolo con banche e associazioni prima di costituire un ente viareggino più snello del provinciale
Viareggio, 6 febbraio 2010 - Tante telefonate ma anche (ed è quello che più conta) proposte concrete per uscire dalla crisi dell’emergenza casa che in città picchia forte. Un successo il forum del nostro giornale con l’assessore al sociale Vittorio Fantoni, che si è sottoposto alle domande dei nostri lettori.
Ma prima di vedere quali sono stati i quesiti posti al rappresentante della giunta e le risposte fornite, vediamo quali sono state le conclusioni e la strategia che Fantoni ha proposto per superare l’emergenza: nell’immediato un tavolo con le Fondazioni bancarie e le associazioni di volontariato per reperire i fondi per uscire dalle emergenze più pressanti. In un futuro prossimo, invece, la creazione di una ‘Fondazione casa’, solo viareggina, che abbia una sua autonomia finanziaria e gestionale per far fronte al problema in modo flessibile ma al tempo stesso articolato. Ma Vittorio Fantoni ha rivolto anche un accorato appello anche agli imprenditori. «Ci diano una mano a trovare la casa ai loro dipendenti che spesso arrivano da fuori e continuano a gravare sulla richiesta di alloggi anche quando non lavorano più».
Ma veniamo alle telefonate e alle domande rivolte all’assessore. La prima a comporre il numero verde del nostro giornale è stata Catia Pagni a nome della madre Graziella. «Mia mamma ha 72 anni, deve pagare un affitto di 600 euro quando ha una pensione di 480 euro e, nonostante l’età, fa dei piccoli lavori per arrivare in fondo al mese. Ci sarà spazio per lei nei 50 alloggi dell’ex Tabarracci, altrimenti, quali sono le soluzioni alternative che mi può prospettare?».
La risposta di Fantoni è stata precisa. «Purtroppo sia per i 50 alloggi dell’ex ospedale che per i 18 della Bonifica le esigenze di sua madre non possono essere soddisfatte, perché la fascia di reddito interessata è dai 12 ai 22 mila euro. E’ necessario invece che sua madre faccia una domanda per il contributo regionale per gli affitti. Terremo in grande considerazione la sua richiesta e cercheremo di risolvere questo caso. Per quanto riguarda i 68 alloggi cui facevo riferimento sopra stabiliremo a giorni l’ente erogatore, poi ci sarà la delibera di giunta e, quindi, il passaggio in consiglio comunale per il bando. Cerchiamo di accorciare il più possibile i tempi. All’ex Tabarracci ci saranno 15 case per l’emergenza e 35 ad affitto calmierato non superiore a 350 euro al mese, criterio che vale anche per i 18 della Bonifica».
Massimo Malfatti, bidello all’Itc, ha chiesto all’assessore lumi sulla sua domanda per l’assegnazione della casa popolare. «So che il suo nominativo — ha detto Vittorio Fantoni — è ai primissimi posti. Bisogna che abbia un po’ di pazienza e presto il suo caso sarà risolto».
Poi è stata la volta della signora Marta B. di Viareggio, che ha domandato al responsabile del sociale perché non si faccia fronte al problema della casa, facendo entrare nella disponibilità del Comune le abitazioni private in stato di abbandono, che lo stesso ente potrebbe acquisire per poi darle a chi non ha un tetto. Ma anche in questo caso la replica di Fantoni è stata chiara. «Non si può certo impedire a chi è titolare di un appartamento soggetto a proprietà privata — ha detto Fantoni — di esercitare il possesso del proprio bene.
Di sicuro faremo tutto il possibile per aiutare chi si trova in situazioni di bisogno. Uno dei nodi più intricati della questione riguarda il fatto che a Viareggio, per troppo tempo, sono stati rilasciati certificati di residenza attraverso criteri le cui maglie erano decisamente troppo larghe. Quindici anni fa, quando c’è stata la proliferazione di case e abitazioni, in molti sono venuti da tutta Italia a lavorare in città, poi i tempi sono cambiati, è arrivata la crisi e in tanti, pur avendo perso il lavoro, sono rimasti a Viareggio non sapendo più dove andare a vivere».
Francesco Pierotti. anche lui viareggino, chiede invece perché tante associazioni dispongano di locali che poi magari non utilizzano, occupando ambienti che potrebbero essere utilizzati da chi non ha una casa. «Questo — spiega Fantoni — è un problema che stiamo già valutando. Tengo a dire che il lavoro delle associazioni è utile e preziosissimo, ma è chiaro che se ci sono enti che hanno sedi che poi non utilizzano noi dovremo trovare il modo di intervenire. Non è possibile sprecare spazi nella nostra situazione».
«Una mia idea — conclude Fantoni sollecitato da un quesito postogli da Anna F. del Marco Polo — è quella secondo la quale tutti i Comuni potrebbero usufruire di un patrimonio immobiliare fatto di lasciti. Sarebbe opportuno che le istituzioni competenti comincino a lavorare per rendere attuabile una soluzione di questo tipo».
