Camaiore (Lucca), 9 luglio 2017 - Sarà Samuel, stasera, il primo grande artista a inaugurare la lunga serie di appuntamenti del Festival Gaber, nella storica Piazza San Bernardino a Camaiore. Nel corso della serata (ingresso gratuito) Samuel, presentato e incalzato da Paolo Dal Bon, Presidente della Fondazione Gaber, si racconterà al pubblico commentando alcuni dei filmati più importanti della carriera gaberiana. Durante l’incontro alcuni momenti live con un suggestivo set acustico in cui interpreterà i suoi brani più noti suonando chitarra e ukulele, accompagnato al piano da Ale Bavo.

Samuel, cantautore e già frontman della band Subsonica, come abbiamo avuto modo di apprezzare a Sanremo è brillantemente in grado di camminare da solo.

«E’ stata una grande avventura quella sanremese – dice Samuel -, che mi ha gratificato. Affronto esperienza diverse da quelle dei Subsonica e sono felice di farlo perché significano una crescita professionale e anche personale. Prima appartenevo a un gruppo conosciuto della musica italiana e ora affronto un mondo senza il paracadute di una realtà consolidata. Farlo a 45 anni è diverso da quando si fa a 20 o 30 anni ma mi sento pronto e vedo che la gente apprezza la qualità del lavoro che faccio. Ogni giorno da solo affronto un enigma sempre diverso».

Stasera l’esperienza del Festival Gaber. Perché questa partecipazione?

«Io e il Signor G apparteniamo apparentemente a due mondi differenti ma c’è un fil rouge che ci unisce: la concezione che uno spettacolo musicale abbia anche una dimensuione teatrale che è la caratteristica che ha sempre evidenziato le performances di un grandissimo personaggio come era Gaber. In questo senso penso di essere vicino al mondo di questo artista che è inarrivabile».

Cosa presenterai stasera sul palco di Camaiore?

«L’appuntamento acustico di stasera è un qualcosa di speciale che non ha precedenti. Una rivisitazione dei pezzi del mio album e dei miei successi. Poi naturalmente con Paolo dal Bon si parlerà della figura di Gaber e del grande ruolo che ha avuto nella cultura italiana».