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IN VENTIMILA ALLO STADIO DEI PINI E ALL'ESTERNO

Viareggio, addio di popolo alle vittime
Napolitano visita i feriti in ospedale
Bimbo gli regala il disegno dell'inferno

Il capo dello Stato commosso: "E' straziante". Leonardo, 8 anni, fratello dei due bambini morti, disegna per lui le case, il fumo e le facce dei fratellini su una nuvola. Struggente l'omaggio di Bocelli

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Strage di Viareggio, il giorno dei funerali Viareggio, 7 luglio 2009 - Un grande applauso accompagna l’ingresso allo stadio dei Pini di 15 delle 22 vittime del disastro ferroviario della stagione di Viareggio. Intanto, vengono citati uno per uno i nomi delle vittime, sette delle quali sono state trasportate in Marocco. Sulle bare di ognuna rose bianche.

 A trasportarle a braccia sono rappresentanti istituzionali di Viareggio. Tra le tante bare spiccano due piccole bare bianche, quelle dei fratellini Luca e Lorenzo Piagentini.

 

Sono oltre 20 mila le persone, cittadini di Viareggio, amici e parenti che assisteranno alle esequie delle 15 delle 22 vittime della strage della città versiliese. Sono due le canzoni che il tenore Andrea Bocelli canta per le quindici delle ventidue vittime della sciagura della stazione di Viareggio:  Panis Angelicum di Frank e l’Ave Verum Corpus di Mozart. Le quindici bare sono posizionate nel centro dello stadio. In prima fila le piccole bare bianche di Luca e Lorenzo, nel mezzo la mamma Stefania. Fra commozione e lacrime continuano i lunghi applausi.

 

Il corteo della folla che entra nello stadio è aperto dal gonfalone listato a lutto del Comune di Viareggio, a cui fanno seguito altri gonfaloni della Regione, Provincia e di altri comuni italiani. I parenti hanno seguito in maniera composta e silenziosa il procedere delle bare. Sono presenti il Capo dlelo Stato, Giorgio Napolitano; il presidente del Senato, Renato Schifani e il Presidente della Camera, Gianfranco Fini.

 

Tanti i malori tra la folla. Sono oltre dieci le persone che, sotto un caldo afoso, sono state accompagnate in un punto medico. Ci sono anche l’imam di Viareggio e gli esponenti della comunità islamica alle esequie solenni L’Imam Wahid el Fihri, secondo quanto annunciato dallo speaker, terrà una breve orazione funebre al termine della cerimonia.


LE PREGHIERE DEI MUSULMANI

Le salme delle sette vittime musulmane, di nazionalità marocchina, non sono allo stadio, in quanto sono state trasferite sabato scorso in Marocco per le esequie in madrepatria.
Ai funerali sono presenti anche gli amici di Hamza Ayad, il 17enne marocchino che ha perso la vita nel rogo, insieme alla sorella Iman di 3 anni, al padre Mohamed e alla mamma Aziza: ‘Hamza resterai sempre nei nostri cuorì, scritto anche in arabo; un’altra scritta recita ‘Iby fatti forzà un incoraggiamento da parte degli amici alla sorella Ibitzen Ayad, l’unica della famiglia sopravvissuta.

 

I MESSAGGI DEL PAPA E DI BAGNASCO

Prima dell’inizio dei funerali delle 15 vittime della strage di Viareggio, sono stati letti i messaggi di cordoglio e vicinanza inviati all’arcivescovo di Lucca da parte di Papa Benedetto XVI e del presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Angelo Bagnasco. «Benedetto XVI -si legge in una parte del messaggio- esprime profonda partecipazione e dolore per il lutto che colpisce l’intera città, e assicura una fervida preghiera di suffragio per le vittime, e invoca dal Signore fervida guarigione per i feriti».


In un passaggio del suo messaggio
, il cardinale Bagnasco, ricorda le parole pronunciate domenica scorsa all’Angelus da Papa Ratzinger e nell’esprimere «affettuosa e partecipata vicinanza alle vittime», ricorda, come detto dal Papa, che «simili incidenti non abbiano a ripetersi» e che «la sicurezza sul lavoro sia garantita a tutti».

 

L'OMELIA:  SIMILI INCIDENTI NON SI RIPETANO

 La strage ferroviaria di Viareggio è stata «il visibile di un non senso, di un negativo assoluto che tutto fagocita e tutto distrugge, alimentato non solo dal caso e dalla fatalità». Lo ha detto l’arcivescovo di Lucca, monsignor Italo Castellani, in un passaggio dell’omelia ai funerali delle vittime del disastro ferroviario.


La storia dell’uomo «ha conosciuto e continua a conoscere violenze, ingiustizie, tragedie umane e disastri ecologici -ha proseguito monsignor Castellani- C’è da interrogarsi sul modo di vivere, per certi aspetti violenti o ad ogni modo che mettono a rischio la vita stessa, a cui concorriamo tutti, con i nostri stili di vita personali e collettivi».


L’arcivescovo di Lucca ha ricordato anche le parole del Papa auspicando che «simili incidenti non abbiano a ripetersi. Da tempo è venuto il momento che il nostro territorio, la nostra terra, con il contributo e la responsabilità di tutti, nessuno escluso -ha aggiunto monsignor Castellani- diventi come Dio l’ha voluta, ‘madre sicurà, terra sicura, proprio convertendo gli stili di vita personali e collettivi».

 

I CARI DELLO SCOMPARSO: PER LUI NEMMENO IL FUNERALE

Il loro amico ancora non è inserito nel conto delle vittime, ma loro sono venuti lo stesso al funerale, forse con un pizzico d'angoscia in più. Sono i compagni di avventure di Andrea Falorni, detto lo Scarburato, l’unico scomparso della tragedia in cui ha perso la vita anche la moglie Maria Luisa.
‘’Hanno letto i nomi di tutte le vittime - dice Stefano, amico di Andrea - ma il suo no. Lo so, ufficialmente non e’ morto, ma nessuno spera piu’ di trovarlo vivo. Per lui non ci sara’ nemmeno il funerale’’. ‘’Era un grande organizzatore di cene e gite - continua Stefano che sta assistendo alle esequie insieme ad altri appassionati di moto e amici della coppia - e anche quella sera dovevamo uscire insieme. Poi ha disdetto...’’.

 

LE PAROLE DI NAPOLITANO

"Una giornata straziante, e straziate erano le persone e le famiglie che ho incontrato lì allo stadio, ai funerali". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, all’uscita dall’ospedale della Versilia, dove ha visitato i tre feriti del disastro ferroviario ancora ricoverati nella struttura sanitaria. «Quello che colpisce innanzitutto -ha osservato Napolitano- è lo choc, per quanto incredibile e imprevedibile fosse la tragedia. E poi il dolore per quanti hanno perso la vita: ho visto madri che hanno perso i figli», ha aggiunto il capo dello Stato visibilmente commosso.


Dopo la funzione il presidente ha
visitato alcuni feriti in ospedale. Tra di loro, nel reparto di pediatria, c’è Leonardo Piagentini, 8 anni, che nella tragedia ferroviaria ha perso i due fratellini, Luca e Lorenzo (5 e 2 anni), e la madre Stefania Maccioni, mentre il padre Marco Piagentini è ricoverato al reparto Grandi ustionati di Padova. Leonardo ha regalato al capo dello Stato un disegno fatto da lui, che mostra delle case e tante nuvole in cielo: su due di queste nuvole ci sono due bambini.










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LA FOTO DEL GIORNO

fotografo (foto germogli)

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