E' stato rinviato a giudizio l’ex primario del reparto di ostetricia e ginecologia dell’Asl Viareggio, Alvaro Marchetti. L'accusa è di non aver praticato il taglio cesareo a una donna il cui figlio è poi nato con una grave menomazione al braccio sinistro
Viareggio, 31 ottobre 2008 - Si chiama Lorenzo, il 23 gennaio prossimo spegnerà la terza candelina. Un bel bambino, vivace. Ma con un problema: ha una ridotta funzionalità del braccio sinistro fin dalla nascita avvenuta nella sala parto dell’ospedale unico. Cinque volte la settimana, segue un ciclo di riabilitazione e di fisioterapia nella speranza, che con il tempo il braccio sinistro possa recuperare in pieno.
Per questo handicap - legato alle difficoltà emerse al momento della nascita - i genitori del piccolo hanno presentato denuncia contro l’ex primario del reparto di ostetricia e ginecologia dell’Asl Viareggio, Alvaro Marchetti. Per la Procura, il notissimo professionista sarebbe in qualche modo responsabile della menomazione fisica subita dal bambino quando è venuto alla luce.
Non solo: come ha sottolineato la mamma del piccolo, Michela T., 34 anni di Lucca, l’ex primario non le avrebbe praticato il taglio cesareo, visto che dalle ecografie (Marchetti era anche il ginecologo di fiducia della giovane) era emerso che il nascituro era piuttosto robusto. In effetti alla nascita, Lorenzo pesava 5 chilogrammi e 450 grammi.
Il processo che vede sul banco degli imputati Alvaro Marchetti (difeso dall’avvocato Enrico Marzaduri; l’Asl 12 è tutelata dall’avvocato Graziano Maffei) si è aperto con la testimonianza della madre del piccolo Lorenzo, la quale ha ripercorso passo dopo passo la marcia di avvicinamento al giorno del parto, dalla scelta dell’ospedale unico e dello stesso Marchetti come medico che avrebbe dovuto seguirla nel periodo della gestazione. "Fin dalle prime ecografie - ha detto la mamma di Lorenzo - era emerso che il bambino sarebbe nato abbastanza robusto, ma Marchetti non ha mai preso in considerazione l’eventualità del taglio cesareo".
Si arriva poi ai giorni immediatamente precedenti al parto, con il ricovero all’ospedale unico. «Quando sono arrivata - ha ricordato ancora Michela M. - ho visto Marchetti che ha ordinato all’ostetrica di mettersi sotto tracciato visto che la sera prima avevo avuto i primi disturbi. Era presente anche il medico di guardia che aveva confermato l’inizio della ‘dilatazione’. Avevo chiesto anche l’anestesia epidurale, ma in quei momenti mi venne detto che non era più possibile".
In sala parto - sempre seguendo il racconto di Michela M. - Marchetti non sarebbe mai arrivato, tanto è vero che le frenetiche e complesse operazioni del parto erano state seguite solo da due ostetriche e dalle infermiere di turno. "Dopo la nascita mi resi conto - ha concluso la mamma - che il bambino teneva il braccio sinistro fermo: non lo muoveva".
Nel corso della prima udienza sono stati ascoltate anche le ostetriche presenti al momento del parto: la difesa di Alvaro Marchetti è pronta a giocare le sue carte - con una consulenza tecnica molto dettagliata - il 12 febbraio 2009, data in cui è stato aggiornato il processo.
S'intitola 'Vissi d'arte' la mostra di scultura allestita a Pietrasanta di Gina Lollobrgida. Fino al 16 novembre, gli amanti della Lollo nazionale potranno ammirare ben 11 sculture in marmo e bronzo, collocate all'interno della Chiesa di Sant'Agostino, e altre 12 opere plastiche, oltre a varie litografie esposte nelle sale dei Putti e del Capitolo