E' scomparso Ugo Dotti, per 26 anni caposervizio della redazione de 'La Nazione' di Viareggio, voce autorevole della zona, testimone e scrittore di fatti per certi versi epocali. Se l'è portato via un brutto male all'età di 81 anni. Attorno alla famiglia si stringe tutta la redazione de 'La Nazione', che piange un caro amico e un grande maestro
Viareggio, 3 ottobre 2008 - Ha raccontato trent’anni di vita della città e della Versilia. Con la sua penna arguta, la sua ironia pungente. Da vero cronista. Viareggio è in lutto per la scomparsa di Ugo Dotti spentosi a 81 anni nella tarda serata di mercoledì alla residenza ‘Il Contesso’ di Nocchi di Camaiore dove era ricoverato da alcuni giorni.
Aveva la forte fibra del grande combattente ma non è riuscito a sconfiggere il male contro il quale combatteva da anni. Con la determinazione che lo ha sempre contraddistinto. Noi da 'La Nazione' piangiamo l’amico e il collega.
Ugo per 26 anni è stato il caposervizio della nostra redazione e lo ha fatto diventando la voce autorevole della zona. Testimone e scrittore di fatti per certi versi epocali. Era la Versilia ruggente, ma una Versilia che cambiava con i suoi problemi, le sue incongruenze. Comunque una Versilia sempre bellissima e accattivante, che ha stregato Ugo quando vi arrivò nel 1966.
Il mestiere di giornalista lo aveva imparato a Terni che lo aveva adottato con la famiglia durante la guerra, quando aveva lasciato la natìa Bagnolo San Vito, a due passi da Mantova. Non impiegò molto, Ugo, a calarsi nella nuova realtà. Inizialmente come giornalista e maestro elementare, la doppia attività che svolgeva anche a Terni dove vivono la sorella Carla e il fratello Luciano.
Ha cresciuto generazioni di ragazzi, anche in zone ‘difficili’ come il Varignano. Ma il maestro Dotti, come lo chiamavano tutt’ora tanti suoi vecchi alunni, era soprattutto un giornalista, pronto - con l’innato senso del cronista - a scoprire la notizia. Il mestiere che per anni e anni ha interpretato a tempo pieno, con entusiasmo.
Lo sport (il Viareggio in particolare, suo dichiarato amore), le vicende amministrative e la cronaca nera le sue grandi passioni. Fu anche corrispondente de 'Il Giorno' con lo pseudonimo di Ugo Vigna (il cognome della madre).
Poi dal 30 aprile 1992 la meritata pensione, la collaborazione con 'La Nazione' con pezzi storici che rievocavano fatti che lui aveva vissuto e raccontato. Ma anche l’evolversi della malattia causata da una drammatica disattenzione di cui è rimasto inconsapevolmente vittima. Ugo ha continuato a lottare anche quando ha dovuto sopportare il dramma della prematura morte della figlia primogenita Licia che abitava a Roma.
Le sono state vicino fino all’ultimo con amorevoli cure la seconda moglie Ileana (con le figlie Monica e Antonella), la figlia Donatella (nata dall’unione con la prima moglie Anna), i nipoti e i tanti parenti che ora insieme a noi, e ai tanti che lo conobbero e stimarono, in città e in Versilia, lo piangono.
La salma composta all’obitorio dell’ospedale Versilia sarà trasferita alle 15,30 alla chiesetta dal cimitero comunale del Marco Polo da dove, dopo una breve cerimonia alle ore 16, sarà trasferita a Pisa per la cremazione. La redazione si stringe attorno a Ileana, Donatella e tutti i familiari nel ricordo di un personaggio indimenticabile come il caro Ugo.
e. sa.
E’ in corso al Centro di procreazione assistita dell’Ospedale Versilia, fino a sabato prossimo, la settimana di informazione e prevenzione dell’infertilità. E’ possibile prenotare una visita gratuita telefonando allo 0584 605.95.49. La campagna mira a sensibilizzare il pubblico nei confronti della sub-fertilità e la sterilità di coppia, un problema che in Europa riguarda circa il 15% delle coppie in età fertile