Dal 2004 al 2007 la Regione avrebbe omesso di incassare dai 440 bagni versiliesi la cifra di 14 milioni di euro. Secondo la Guardia di finanza, questo è dovuto al fatto che sarebbero state applicate tariffe troppo basse. Ora i balneari rischiano di vedersi raddoppiare il costo delle concessioni
Viareggio, 8 agosto 2008 - I balneari brontolano da anni che pagano canoni troppo alti, ma secondo la Guardia di finanza al contrario la Regione ha applicato loro tariffe troppo basse. Si è concluso l’accertamento ordinato dalla Procura regionale della Corte dei conti alla sezione provinciale di Lucca delle Fiamme gialle e il risultato è eclatante: dal 2004 al 2007 la Regione avrebbe omesso di incassare dai 440 bagni versiliesi la bella cifra di 14 milioni di euro, 12 milioni e 179 mila di maggiori canoni, e 1 milione e 827 mila di imposta regionale.
E tutto perché la Versilia, che per la Gdf ha altissima valenza turistica, è ancora oggi classificata da Firenze a media valenza, e fino al 2007 era addirittura a bassa valenza. Più o meno come una spiaggetta deserta in meridione senza alcun tipo di servizio.
La cosa più buffa che ieri il colonnello Paolo Cussotto, il maggiore Gabriele Di Guglielmo e il capitano Antonio Scozzese hanno messo in evidenza al comando provinciale è che in Versilia le spiagge in concessione agli stabilimenti balneari sono state considerate a media valenza turistica (categoria B), mentre le spiagge libere, prive di docce e wc, cabine e bar, sorveglianza e pulizia, sono state classificate in categoria A. La spiaggia libera è ad altissima valenza, i bagni sono solo medi.
I calcoli hanno riguardato i canoni delle spiagge e delle pertinenze di 440 stabilimenti balneari: 141 a Viareggio, 92 a Camaiore, 108 a Pietrasanta, e 99 a Forte dei Marmi. Secondo la Gdf i gestori hanno pagato 3 o 4 mila euro di media all’anno, quando avrebbero dovuto sborsare il doppio. Ma non ci sono problemi: hanno pagato in buona fede, mentre l’errore sarebbe stato commesso dai funzionari regionali del dipartimento ambiente.
Sono loro che rischiano la messa in mora per 14 milioni di euro, nel caso che la Corte dei conti approvi l’accertamento effettuato. La valenza turistica del demanio è stata stabilita dalla legge 494/93 articolo 4, ma le associazioni balneari contestano il fatto che finora non sono mai stati fissati criteri univoci per determinare la classe di appartenenza.
Al contrario le Fiamme gialle sostengono che la Regione Toscana ha da tempo provveduto a classificare il territorio costiero utilizzando criteri analitici collegati a valori la cui somma dava la valenza turistica. I canoni, inoltre, si determinano in base alla valenza. E gli elementi per stabilire la valenza turistica sono la qualità dell’arenile, la sua estensione, il valore paesaggistico, le presenze stagionali, l’assenza di aree industriali, l’assenza di zone con divieto di balneazione.
Da questa analisi la Gdf ha ritenuto di classificare tutti i comuni costieri della Versilia in categoria A, ad altissima valenza turistica, contestando quindi alla Regione di non aver mai emanato la delibera di adeguamento del litorale alla sua realtà fiscale.
Ma se i guai si addensano come nubi nere sulle teste dei funzionari regionali, la batosta potrebbe colpire i bagni versiliesi l’anno prossimo. Se infatti la Regione adeguerà la valenza, i canoni medi raddoppieranno e infatti le varie associazioni dei balneari sono già sul sentiero di guerra. In Darsena per esempio non ne vogliono sapere di essere equiparati al Forte, dove una tenda arriva anche a 30 mila euro a stagione.
In Darsena ci sono cantieri navali, industrie, viabilità pessima, e già ora alcuni bagni pagano 25 mila euro l’anno a causa dell’enorme arenile che per di più è per metà inutilizzato. Per assurdo, ci sono bagni extra lusso con prezzi da nababbi, che invece pagano pochissimo perché hanno l’arenile ridotto a una striscia, come alla Terrazza della Repubblica, a Marina o al Forte.
Ciò nonostante i finanzieri calcolano che con l’affitto di un paio di tende, sempre in media, un balneare abbia già coperto il canone e che dunque non succederà nulla d’irreparabile se la tassa di concessione raddoppierà. Ma anche gli ombrelloni rispondono alla logica delle medie dei polli di Trilussa.
Beppe Nelli
Torna a furor di popolo Notre Dame De Paris, il musical firmato dal genio di Cocciante che ha fatto sognare 15 milioni di persone in tutto il mondo. Dopo il successo della tournée che sbarcò in Versilia nel 2002, rivive a Torre del Lago - dal 27 al 31 agosto alla 21,15 nel teatro Pucciniano - la storia del campanaro Quasimodo e del suo amore impossibile e tragico per la bella Esmeralda