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TRAGEDIA IN MONTAGNA

I colleghi piangono "un agente bravo e attento"

"Un uomo eccezionale": così la vittima viene ricordata dai tanti colleghi e amici con cui ha condiviso anni di lavoro nella polstrada di Massa

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bordigoni Viareggio, 21 luglio 2008 - "Abbiamo perso un uomo e un collega eccezionale". Così ricorda Giuseppe Bordigoni il capo di gabinetto della Questura di Massa, Alessandro Gini. "Lo conoscevo bene - prosegue - al di là della professione, e ci siamo frequentati anche privatamente, quando faceva il bagnino al Bagno Unione di Marina di Carrara".

 

La storia personale di Bordigoni ricorda quella di tanti giovani del Meridione. Diplomatosi all’Istituto Alberghiero 'Minuto' di Marina di Massa, aveva cercato di trovare un lavoro sul territorio apuano, arrangiandosi con il poco che esso offriva e offre. Infine, aveva fatto domanda in Polizia e a 27 anni aveva vinto il concorso scegliendo poi la specializzazione della Stradale. Dopo il corso presso il centro di Cesena, Bordigoni era stato per un certo periodo fuori provincia. Successivamente era stato avvicinato a casa. Dopo aver prestato servizio al commissariato di Carrara, era stato assegnato al comando provinciale della Polizia Stradale di Massa. Aveva il grado di assistente capo e si occupava degli automezzi.

 

Fra i colleghi era molto stimato e ieri in molti sono andati a rendergli omaggio all’obitorio dell’ospedale della Versilia o a confortare la famiglia che abita in via Rosi a Montignoso: la moglie Stefania, che fa la cuoca, e il figlio Alessandro, 19 anni, studente. Poco lontano abitano anche i genitori della vittima dell’incidente, Giuliana e Luciano.

 

"Uno spirito libero - afferma il cugino, il professor Brunello Pucci -. Aveva iniziato per caso a fare sport, per problemi di peso. Poi era subentrata la passione ed erano anche arrivati importanti risultati nella gare podistiche, anche se a lui l’agonismo non interessava più di tanto. Comunque, non appena aveva un po’ di tempo libero si recava a correre e si preparava scrupolosamente: venerdì era andato da solo a provare il percorso della gara che si è rivelata fatale. Un incidente di cui non riusciamo a capacitarci". Un anno fa aveva subito una delicata operazione allo stomaco: superato il momento critico aveva ripreso a fare sport.

 

Gareggiava con i colori del Team MarbleMan-Italia di Carrara. E ieri indossava la maglia col numero 23. Erano partiti in 300 di buon mattino per correre la terza edizione della Alpi Apuane Skay race. E lui era riuscito a passare il turno, a essere tra quelli che avrebbero tagliato il traguardo se non fosse inciampato lungo la Foce di Valli, poco prima del Rifugio del Freo. Stava correndo in discesa e quando ha inciampato su un sasso non ce l’ha fatta a riprendersi e ha iniziato a ruzzolare per una cinquantina di metri.

 

La macchina dei soccorsi si è subito messa in moto anche perché l’incidente è avvenuto sotto gli occhi di uno dei volontari del Soccorso alpino appostato lungo il percorso a protezione dei corridori. E’ sceso a piedi insieme al dottore del soccorso alpino che ha potuto solo constatarne il decesso. Nel frattempo era stato allertato anche l’elisoccorso, ma l’elicottero ha dovuto aspettare che la fitta nebbia si diradasse un po’. Ha così prima portato il personale sanitario e po dopo un po’, tornando a Pruno dove era momentaneamente di base e poi tornare per recuperare il corpo nel canalone.










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