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PRIMULA ROSSA

E' versiliese il basista degli anarchici
Caccia al quarto uomo anche all'estero

E' ricercato in tutta Italia e anche all'estero, e non è escluso che possa essersi costruito una nuova identità. E' un versiliese di 35 anni il quarto uomo del presunto gruppo anarco-insurrezionalista che rapinò un ufficio postale di Tirrenica lo scorso anno. Per quel reato sono già finiti in manette due uomini e una donna di Livorno

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Un' auto dei carabinieri parte per un' emergenza Stazzema (Lucca), 30 maggio 2008 - La primula rossa è un versiliese di 35 anni. Per il momento è ricercato in tutta Italia. Forse è già fuggito all’estero - un’ipotesi che gode di ampio credito fra gli inquirenti dell’Arma - dove potrebbe avere trovato rifugio o addirittura una nuova identità.

 

La primula rossa, a cui i carabinieri del Ros (Reparti operativi speciali, con la specializzazione sulle inchieste per terrorismo) stanno dando la caccia è il quarto componente - questa la convinzione degli inquirenti - di 'un gruppo di affinità' dalla doppia vita, con attività lecite in pubblico, e illecite nella clandestinità, che avrebbe pianificato e compiuto la rapina all’ufficio postale di Terrinca in Alta Versilia il 12 giugno dello scorso anno.

 

In manette dopo quella rapina, al termine di una battuta compiuta dai carabinieri guidati dal maggiore Franco Di Pietro e dal tenente Angelo Murgia, erano finiti il 27enne Francesco Gioia di Rosignano Solvay (scarcerato un mese prima, dopo la sentenza della Corte di Appello di Firenze per l’inchiesta sui Cor, le cellule di offensiva rivoluzionaria) e il 21enne Daniele Casalini di Pontedera: era stato anche recuperato il bottino (cinquemila euro) del colpo al piccolo ufficio postale di Terrinca e anche la moto con la quale, in direzione di Castelnuovo Garfagnana, erano fuggiti, nella speranza di sottrarsi all’accerchiamento dei militari.

 

I due si erano anche rifugiati in un bosco dopo avere percorso uno dei sentieri del Cai: i carabinieri li avevano cercati anche con l’ausilio di elicotteri e di unità cinofile. All’imbrunire, l’arresto.

 

Il giorno successivo, il via in grande stile alle indagini, che hanno portato una quindicina di persone iscritte sul registro degli indagati a vario titolo, in particolar modo il favoreggiamento dei due arrestati. Nell’arco di mesi e mesi di indagini, i carabinieri dei Ros sono comunque riusciti a definire altri profili di responsabilità.

 

In particolar modo, sarebbe emerso che la rapina a Terrinca (un posto che solo un abitante della Versilia storica poteva indicare) era stata programma in una riunione a quattro, nella quale oltre ai due rapinatori avevano preso parte il 'latitante' versiliese e Paola Gori, un’impiegata di Livorno, arrestata ieri mattina.










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