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LE VOCI DELLA CITTA’ TRE SEGNALAZIONI PER ZONE NEVRALGICHE

«Pineta di Ponente, eccessi di cementificazione»

S E UN MEDICO in pensione prende penna (o computer) e scrive una lettera-aperta (che diventerà domani un esposto-denuncia alla Procura di Lucca) per sottolineare — dal suo punto di vista, a...
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2008-04-18
S E UN MEDICO in pensione prende penna (o computer) e scrive una lettera-aperta (che diventerà domani un esposto-denuncia alla Procura di Lucca) per sottolineare — dal suo punto di vista, avendo provato sulla propria pelle che qualcosa non va — i «guasti del servizio sanitario nazionale», la notizia non solo è ghiotta ma anche.... doppia. «Posso raccontare quattro episodi — afferma il dottor Renzo Lucchesi, che per molto tempo ha fatto parte del reparto di ostetricia e ginecologia dell’Asl Viareggio — molto significativi: ci sono cose nel servizio sanitario nazionale che mi sembra sfiorino il codice penale sotto diversi punti di vista». Un atto di accusa, dunque. Così come ce ne sono stati altri nelle scorse settimane, intervallati anche da attestati di stima nei confronti del personale medico e paramedico.

«UN ultrasettantenne con fibrillazione atriale cronica, con un attacco influenzale perde conoscenza a casa — racconta Renzo Lucchesi —. Arriva l’ambulanza del 118, rapidamente il trasferimento all’ospedale, il pronto soccorso è naturalmente intasato di gente in attesa. A ‘scrutarlo’ al di là di un vetro è un impiegato o infermiere che sia: seguendo le regole del triange viene controllata la pressione arteriosa e applicato l’apparecchietto per la valutazione ematica. Entrambe i valori risultano normali e nel più ampio rispetto della scienza medica gli viene attribuito il codice giallo. Poi viene inviato in una saletta ma nessun medico appare all’orizzonte: dopo mezz’ora gli viene fatto l’Ecg, ma ben oltre un’ora dopo l’ingresso in ospedale viene portato dove si trova il medico per un’anamnesi e un esame obbiettivo estremamente sbrigativi. Richiesta di un esame radiografico del torace e prelievo di sangue per esame di rutine senza un’indicazione precisa. Il paziente lascia il pronto soccorso dopo due ore e mezzo, tutto a posto secondo il medico ma con fa cenno alla glicemia che proprio a posto non è».

SECONDO episodio. «Ad un paziente che deve essere sottoposto ad un intervento chirurgico dopo meno di sette giorni — racconta ancora — viene prescritto un esame ecografico preventivo: il Cup gli darebbe il posto 53 giorni dopo, ma se lo fa a proprie spese, da privato cittadino, avrebbe posto dopo una settimana: grazie ad un contatto diretto fra colleghi, ha pronto il responso il giorno prima dell’intervento. Il posto dunque c’era ma non la volontà Né il guadganao: era sufficiente un intervento, la classica raccomandazione così tipica dell’andazzo all’italiana».

ANCHE sul laboratorio di analisi mediche dell’ospedale il dottor Renzo Lucchesi trova da ridire nella gestione, in particolare se un paziente — è il caso specifico che racconta — deve effettuare «una curva glucosica da carico orale di glucosio da eseguirsi con tre prelievi: di fatto è più facile farselo privatamente, pagando una seconda volta prestazioni già pagate con le tasse».

«PER EFFETTUARE — conclude Renzo Lucchesi — in una struttura convenzionata un’iniezione endovitreale di avastina ad un occhio per degenerazione retinica edementosa, gli utenti dell’Asl Viareggio devono versare 130 euro come io stesso ho dovuto fare anche se esente da ticket su tutti gli esami e prestazioni come invalido civile al 100% senza l’obbligo di revisioni: l’impegnativa del medico curante non viene neppure trattenuta. Eppure per gli utenti delle Asl confinanti, la prestazione è gratuita: la cifra irrisoria non sarebbe un ticket ma non è certamente l’onorario per un valido chirurgo oculista, né la spesa per l’apertura della sala operatoria o per l’acquisto del farmaco».









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