Perugia, 7 febbraio 2017 - Sono giorni di stand-by alla centrale Enel di Bastardo, dove comunque, in seguito alla dismissione degli impianti, rimane valido il bando pubblico per la riqualificazione del sito incluso nel progetto Futur-E, in scadenza a marzo. Così i cancelli che dovevano chiudere a fine anno adesso sono di nuovo spalancati. E rimarranno tali fino a data da destinare. Il sito produttivo infatti, dopo che Enel ha avviato l’iter legale per le dismissioni, dal 31 dicembre non produce più energia ma rimane a disposizione del Ministero dello sviluppo economico che qualora ne faccia richiesta potrebbe rimetterlo in moto per un determinato periodo di tempo ancora da stabilire. Di mezzo ci sarebbe un’emergenza climatica e la necessità di nuovi approvvigionamenti di materia prima, causati dal cambiamento del contesto energetico francese. 
Il Mise, dunque, sta valutando di chiedere il rinvio della chiusura di diverse centrali italiane, e tra quelle a carbone c’è anche quella di Bastardo. Va chiarito che si tratta di impianti che erano già fuori produzione e su cui era già in corso l’iter autorizzativo per le dismissioni. Il Ministero però, dopo aver sentito il parere tecnico di Terna, che gestisce la rete di trasmissione nazionale (alta tensione), ha deciso di temporeggiare per capire come evolverà la situazione energetica. 
La decisione romana ha riacceso le speranze dei sindacati e di quella parte della politica che con la chiusura dell’ex centrale temeva l’impoverimento del territorio e disagi ai lavoratori. In questi giorni l’argomento è stato tema di dibattiti pubblici e di interpellanze in Consiglio regionale. Rsu e Lega Nord Umbria fanno pressing affinché la Centrale possa tornare in funzione definitivamente. E Enel che dice? Come dichiarato anche a «Quotidiano Energia», si apprende che il gruppo non intende modificare la propria strategia nei confronti di Bastardo. Pertanto avanti tutta con il Progetto Futur-E sul ridisegno del sito produttivo. Come prevedibile, potrebbe però slittare da marzo ad aprile la chiusura del bando per le manifestazioni d’interesse dei privati. 
Silvia Angelici