Perugia, 8 settembre 2017 - Il blitz sarebbe stato messo a segno l’altra notte: qualcuno infatti si è armato di pennarello nero e ha deciso di imbrattare la statua di Papa Giulio III situata a fianco dell’ingresso laterale del Duomo. Lo ha fatto disegnando svastiche (ben sei) grandi e piccole sui due lati del basamento della statua che guarda piazza IV Novembre. Disegni visibili solo da vicino, ma che non cambiano la sostanza delle cose: di nuovo un monumento è stato violato nella piazza più importante e più frequentata della città.

UN LUOGO «sensibile», per dirla con il linguaggio odierno, che però viene di nuovo messo alla berlina da un vandalo. Non è la prima volta che accade, anche se c’è da sperare che sia l’ultima. Oltre al basamento sono state imbrattate le scale, sempre con il simbolo che richiama al nazismo e sempre con un pennarello nero.

UN «RAID» di pochi secondi, a cui ieri hanno intanto cercato di porre rimedio un paio di addetti della Cattedrale di San Lorenzo, che si sono armati di spugne e acqua e hanno tentato di cancellare quei simboli. Purtroppo però il tentativo è stato inutile: la scritta si è solo un po’ sbiadita sulla pietra liscia, mentre su quella porosa è rimasta intatta. Sarà probabilmente necessario l’intervento di qualche mano esperta per ripulire la statua.

A INDAGARE è la Polizia, a cui ieri di buon mattino è stato segnalato il fatto. Al momento non ci sono riscontri su presunte matrici politiche del gesto: si tratterebbe, insomma, dell’iniziativa di un singolo vandalo. La telecamera collocata su Palazzo dei Priori che guarda al Duomo nel momento del fattaccio non inquadrava quel punto, ma ce ne sono comunque altre sette che danno su piazza IV Novembre e che gli uomini della Digos visioneranno per cercare di scovare il colpevole.

NON E’ PURTROPPO la prima volta che la piazza principale della città viene «violata». Anche questo atto vandalico ripropone la questione-sicurezza nell’acropoli e addirittura nella centralissima piazza IV Novembre e conferma l’inquietudine e un po’ di sconcerto, poichè la piazza ancora una volta è apparsa vulnerabile.