Perugia, 7 gennaio 2018 – Si annuncia un inizio delle lezioni a singhiozzo nelle scuole materne ed elementari dell’Umbria. Il motivo è lo sciopero nazionale indetto dai sindacati a seguito del pronunciamento del Consiglio di Stato, che considera carta straccia le nomine in deroga e le immissioni in ruolo di un migliaio di maestre. Di sicuro lunedì mattina incroceranno le braccia centinaia di insegnanti che avendo ottenuto, seppur con riserva, l’accesso alle operazioni di nomina, prima di Natale si sono viste retrocesse al grado di precari.

Come ricordano Cisl e Snals, si tratta di insegnanti che da tempo sono entrate negli ingranaggi del sistema scolastico, molte delle quali addirittura pronte ad entrare in ruolo con l’arrivo del 2018. "Le maestre interessate dal provvedimento del Consiglio di Stato e ancora in attesa di chiarimenti dal Miur – dicono i sindacati – sono quelle in possesso di un diploma magistrale conseguito entro il 2001-2002. Il titolo era stato riconosciuto a colpi di sentenze come valido per conseguire l’abilitazione, dunque passaporto per accedere alle immissioni in ruolo. Adesso invece l’unico titolo che fa scattare il semaforo verde ai percorsi stabilizzanti per le scuole materne e elementari è soltanto la laurea in Scienze della formazione".

Così le scuole piombano nel caos. "La sentenza – dice lo Snals – potrebbe creare disservizi e buchi negli organici laddove dovevano scattare le immissioni in ruolo. Tutte le insegnanti interessate – aggiunge la Cisl – sapevano che le loro nomine erano con riserva, ma dopo tanti anni speravano in una sorta di ‘sanatoria’. Quello che il sindacato condanna è che la sentenza sia arrivata ad anno scolastico iniziato. Gli ex Provveditorati brancolano nel buio in attesa di una circolare ministeriale che chiarisca cosa fare, ora è indispensabile una soluzione che non danneggi l’offerta formativa. Il timore più grosso è per i ruoli, per le supplenze annuali invece sembra che venga garantito il mantenimento in servizio fino alla fine dell’anno scolastico, ma poi scatterà la retrocessione in II fascia nelle graduatorie di istituto".

Silvia Angelici