Perugia, 12  ottobre 2017 - LA FABBRICA dei biscotti, riunita ieri in tre turni di assemblea, ha deciso: martedì 17 sarà sciopero di otto ore. E’ la risposta dei lavoratori della Colussi alla notizia dei 125 licenziamenti che si abbatteranno sullo stabilimento di Petrignano d’Assisi proprio a ridosso del Natale. Una doccia fredda per le maestranze e per i sindacati. Sebbene a conoscenza della crisi che sta attraversando il famoso gruppo dolciario, famoso in Italia per i suoi frollini e per la linea dietetica «Misura», nessuno si aspettava che l’azienda aprisse le procedure per i licenziamenti collettivi. Complessivamente lo stabilimento dà lavoro a circa 450 persone, tutte in contratto di solidarietà dal 2015 e senza più ammortizzatori sociali. Martedì i sindacati erano andati a trattare con il management del gruppo la questione dei 95 esuberi, causati dal trasferimento della produzione delle fette biscottate nello stabilimento di Fossano in Piemonte. Sono usciti da quell’incontro dopo una ventina di minuti con 125 licenziamenti sulle spalle.

E ADESSO come intendono muoversi? «Il percorso – spiegano Daniele Marcaccioli (Uila-Uil) e Massimiliano Binacci (Rsu Fai-Cisl) – ora prevede un primo incontro informativo con l’azienda in calendario martedì in Assindustria, poi ci saranno 75 giorni di tempo per trovare un accordo. Se questo, entro Natale, non dovesse esserci, 125 persone, alle quali in caso verranno versate dalle tre alle nove mensilità a seconda dell’anzianità di servizio, perderanno il posto di lavoro. Una scelta scellerata – dicono – che mette in mezzo a una strada intere famiglie. Vista la gravità, è confermato anche lo sciopero di martedì di 8 ore con manifestazione in via Palermo. Alla protesta potrebbero seguire altre due ore di sciopero ogni fine turno se non dovessimo trovare un accordo che ci soddisfi».

IERI I SINDACATI sono stati ricevuti anche dai sindaci di Assisi e Bastia, rispettivamente Stefania Proietti e Stefano Ansideri. «In quelle sedi – prosegue Binacci – abbiamo evidenziando tutta la vicenda. La politica ha confermato il suo appoggio». E a proposito di politica si moltiplicano i messaggi di vicinanza ai lavoratori. Il segretario di Rifondazione, Enrico Flamini, parla di «sciagura». Mentre il consigliere Attilio Solinas (misto-Mdp) esprime «sconcerto per i licenziamenti annunciati dal gruppo Colussi». Secondo Solinas «manca una politica industriale a livello nazionale e occorre una svolta seria anche in Umbria, con investimenti pubblici e un impiego delle risorse europee che porti realmente a un rilancio del lavoro». La Lega Nord si chiede «perchè tutte queste aziende stiano fuggendo dall’Umbria». Intanto l’assessore Fabio Paparelli annuncia per la prossima settimana l’apertura di un Tavolo regionale sulle grandi vertenze umbre.

Silvia Angelici