Perugia, 7 febbraio 2018 - Otto anni appena. Già vittima di giochi erotici da parte proprio della mamma. Costretta a prestarsi a videochiamate a sfondo sessuale con un uomo di cinquanta anni, V. R., pugliese, ispettore dell’Inail, ora in carcere a Matera, con cui la donna, una quarantenne perugina agli arresti domiciliari, intratteneva una ‘relazione’ in chat, sperando in qualcosa di più.

Era lui il ‘regista’ di tanto orrore. In pochi mesi la procura di Perugia ha tirato le somme dello scempio commesso su una bambina e ha notificato all'uomo e alla madre (di cui non riveliamo l’identità per non rendere riconoscibile la vittima, ndr) l’avviso di conclusione delle indagini. Anticamera della richiesta di rinvio a giudizio.

La difesa del 50enne – gli avvocati Giuseppe Caforio e Gianvito Lillo – si preparano ad affrontare un processo con il rito abbreviato per ottenere uno sconto sulla pena. L’ennesima storiaccia di infanzia violata viene alla luce grazie alla segnalazione di alcune operatrici di una società di cartomanti alla quale la donna si era rivolta, arrivando a raccontare alcuni retroscena ‘pericolosi’.

Il coinvolgimento della bambina, appunto. Il resto lo ha fatto la squadra mobile della questura di Perugia e gli agenti della polizia postale trovando nel cellulare della donna le ‘prove’ dei selfie erotici con la piccola. Tutto dietro indicazioni del 50enne. Che diceva quali ‘posizioni’ doveva assumere la bambina e quali «atteggiamenti riconducibili ad attività sessuali» doveva avere in foto e video con la madre. Per l'uomo la contestazione è aggravata anche dal fatto di essersi ‘avvalso’ di una donna con «capacità di intendere e di volere grandemente scemata», come emerso da una perizia.

Il 50enne, secondo il giudice che aveva emesso l’ordinanza di custodia cautelare «sembrava soprattutto mirare all’acquisizione dei contenuti pedopornografici e ad un contatto visivo diretto, seppure per via telematica, con la minore allo scopo di soddisfare pulsioni sessuali».

Eri.P.