Foligno, 6 dicembre 2017 - Morì a 64 anni, nel novembre del 2016, dopo un lungo ricovero all’ospedale Giovan Battista di Foligno e adesso il pubblico ministero della procura di Spoleto, Vincenzo Ferrigno, sulla base di una consulenza tecnica ipotizza che il decesso fu causato da una «grave insufficienza multiorgano» che potrebbe essere stata causata da «un’infezione contratta nell’aree ospedaliere» e ha chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari, Federica Fortunati, un incidente probatorio per accertare, attraverso una perizia, le cause della morte e l’eventuale responsabilità dei medici che ebbero in cura l’imprenditore.

Sono sette infatti i camici bianchi dell’ospedale folignate - tra pronto soccorso, ortopedia, gastroenterologia e medicina generale - indagati per l’omicidio colposo di Eutizi Felice, tabaccaio, ricoverato nell’estate del 2016 in seguito ad un dolore alla schiena e morto il novembre successivo per un’ipotesi inquietante, ancora però da verificare con l’ausilio dei due periti nominati ieri mattina dal gip: un medico legale e un infettivologo di Ancona. Saranno loro a stabilire se ci fu colpa medica in quel decesso.

Tutto comincia con il ricovero di Eutizi che lamenta dolori lancinanti alla schiena. Di reparto in reparto - secondo la denuncia presentata dai familiari, la vedova e i figli - i medici non riescono a diagnosticare la patologia che affligge il 64enne. Fino a novembre quando Eutizi muore. La procura dispone un’autopsia. Gli esiti ipotizzano un’infezione ospedaliera come causa del decesso.

La Procura indaga sette medici - difesi dagli avvocati Tesei, Secondari, Olivieri, Murali, Alberti e Fortunelli - e chiede al giudice che sia una ‘super-perizia’ a dare una risposta e verificare se ci sia stata, nella condotta dei sanitari coinvolti, una colpevole omissione quale «antecedente logico-causale dell’evento mortale».

I familiari del tabaccaio si sono affidati all’avvocato Gennaro Esibizione che, ieri mattina, ha nominato due specialisti. «Il dolore della famiglia - dice Esibizione - , si traduce in una richiesta di giustizia per il povero Felice, che, a Foligno, tutti conoscevano con il simpatico nomignolo di Feliciano, scomparso troppo repentinamente, per cause ancora da chiarire». Si torna in aula a fine marzo 2018.