Perugia, 11 luglio 2017 - Navette che colleghino tra loro i quartieri del centro storico e biglietto del minimetrò a un euro. Giuseppe Capaccioni, della Consulta degli operatori economici dell’acropoli, mette sul tavolo le ricette per il Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums). Il documento che dovrebbe ridisegnare il modo di muoversi in città con mezzi pubblici e privati è attualmente in partecipazione. E tra i vari contributi che sono arrivati in questi giorni, c’è anche quello del rappresentante dei commercianti del centro.

«Nell'impostazione del Pums – spiega Capaccioni – occorre fare delle scelte strategiche e la prima riguarda il centro storico e la sua centralità rispetto alle politiche di mobilità. Nei precedenti Piani mi sembra infatti si sia voluta togliere questa centralità. Prima di tutto occorre collegare questa parte di Perugia con i suoi quartieri di primo riferimento, San Marco/Elce, Monteluce , via dei Filosofi/Pallotta, Montebello. Oggi per esempio da San Marco per arrivare in centro occorre cambiare tre volte autobus».

«Inoltre – aggiunge – da oltre trent’anni non c’è un servizio di mobilità nel Centro e questo è un problema che riguarda anche il turismo: se si vuole andare ad esempio da Corso Cavour a Porta S.Angelo occorre farlo in auto o a piedi».

Sul minimetrò Capaccioni è altrettanto chiaro: «Il costo del biglietto a tempo (70 minuti) è percepito come troppo caro – continua il rappresentante dei commercianti –. Non essendo in una metropoli infatti, normalmente le tratte che si percorrono sono di durata inferiore e non necessitano di cambiare più mezzi pubblici. Occorrerebbe quindi affiancare al biglietto a tempo un biglietto per singola tratta del costo di un euro. In particolare per il minimetrò il costo del biglietto a tempo a 1,50 euro è considerato caro (una famiglia di 4 perone spende 12 euro per andare e tornare dal centro), tanto è vero che molti lo regalavano quando uscivano».

«Si è pensato di risolvere il problema in maniera punitiva (blocco di 20 minuti per rientrare) – conclude Capaccioni – senza andare al fondo del problema. Occorre quindi pensare a tipologie di biglietto con validità 24 o 48 ore». Insomma il tema è tutto da esplorare ma la voce dei commercianti non va sottovalutata.