Perugia, 5 febbario 2018 - MENTRE SU FACEBOOK nascono – e vengono chiusi – gruppi come ‘Luca Traini presidente’, e alle trasmissioni radio cittadini, anche umbri, appoggiano il gesto del militante di Macerata, tra via della Viola e via Cartolari, a Perugia è comparso un cartello inquietante, subito rimosso dagli investigatori, che inneggiava alla sparatoria razzista di sabato: ‘Macerata,

è solo l’inizio’, il tenore del messaggio che alcuni facinorosi hanno lasciato sabato pomeriggio su un cartello, scritto con il pennarello e appiccicato con il nastro adesivo non in un posto qualsiasi. Ma sotto la targa intitolata a Paolo Vinti, intellettuale di sinistra, scomparso il 28 novembre 2010 e che amava molto frequentare quell’angolo di città.

INTITOLATA dagli amici di Paolo e dall’associazione Fiorivano le viole, che ha rivitalizzato l’area, la targa è già stata al centro di un atto di teppismo quando, due anni fa, qualcuno aveva rimosso la targa di legno con la scritta «Largo Paolo Vinti», lasciando il quadro dipinto da Josè Carlos Araoz.

«INDIPENDENTEMENTE che sia stata fatta sotto la targa che ricorda Paolo la vicenda è frutto di una politica accondiscendente nei confronti del fascismo e del nazismo», è il commento di Stefano Vinti, già consigliere regionale di Rifondazione comunista e fratello dello scomparso Paolo, persona molto conosciuta in città.

«C’è un’atmosfera in questo momento che infonde coraggio a episodi simili. E invece andrebbe fatta una battaglia culturale e politica, al di là delle idee differenti di ognuno di noi, per evitare che episodi del genere si ripetano. Io resto dell’opinione – conclude – che bisogna rispettare la legge e il fascismo non è un’opinione, è un reato».

SABATO sera dopo la segnalazione del cartello sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri che hanno immediatamente rimosso il cartello, anche per evitare fenomeni di emulazione rispetto q aunto successo.