Perugia, 11 ottobre 2017 - Adesso cominciano a preoccuparsi anche i lavoratori della Sda, il servizio di spedizioni e corriere espresso controllato da Poste Italiane. Le maestranze della sede di Perugia, che sono circa un centinaio, ieri hanno protestato sotto la Prefettura di Perugia in piazza Italia insieme alla Filt Cgil per chiedere l’intervento del governo nazionale necessario a sbloccare la situazione di stallo con i magazzini del gruppo, che sono fermi da giorni e quindi stanno creando gravi problemi e incertezze anche ai lavoratori.

«Abbiamo chiesto aiuto al prefetto – dice Marco Bizzarri (Filt Cgil) – perché intervenga su Poste Italiane. Ci preoccupa questo blocco dei magazzini che sta creando ripercussioni anche sui dipendenti di Perugia, fermi ormai da un mese. Il nostro messaggio è rivolto anche alla politica – conclude il sindacalista – : è poco presente nella nostra vertenza e quindi chiediamo più impegno». Alla crisi dei vari comparti umbri, con l’agroalimentare in testa, sindacati e lavoratori non vorrebbero dunque che ora si aggiungesse anche quello della logistica, settore finora piuttosto in salute grazie allo sviluppo dell’e-commerce. Lo dice Alessandra Lecce, addetta allo smistamento merci dal 2005.

«Da un mese siamo fermi perché l’azienda ha deciso così. Ed è chiaro che siamo preoccupati: stiamo facendo orari ridotti e non vogliamo che ci siano ripercussioni salariali. Sono giorni che i dipendenti di Sda di tutta Italia sono in stato di agitazione, ma ancora se ne parla troppo poco. Non ci si può permettere che i riflettori restino spenti su una realtà che sul territorio occupa oltre 100 persone, mentre a livello nazionale offre lavoro a 1.500 dipendenti diretti e 7.000 dipendenti indiretti, gestiti da cooperative e società in appalto».