Perugia, 2 febbraio 2018 - Rubava soldi dalle borse delle colleghe mentre erano in servizio, ma anche tra gli effetti personali dei pazienti ricoverati e dei familiari che li assistevano, anzi in un caso avrebbe addirittura chiesto all’assistenza di uscire dalla stanza di degenza per entrare in azione. E’ accusata di quattro episodi di furto un’operatrice socio-sanitaria in servizio nella sala operatoria di ortopedia dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, a cui adesso il sostituto procuratore della Repubblica di Perugia, Massimo Casucci, ha fatto recapitare l’avviso di conclusione delle indagini. In particolare, stando a quanto ricostruito nel capo d’imputazione, nel marzo 2016, approfittando del momento in cui un’infermiera si stava cambiando nello spogliatoio riservato ai dipendenti, avrebbe sfilato dalla sua borsa tutto ciò che c’era dentro, 150 euro in contanti, alcune carte di credito, bancomat e perfino un budge.

Tre mesi dopo, entrando «nella struttura complessa di trapianto di midollo osseo, che conosceva bene in quanto vi aveva lavorato anni prima, con la scusa di chiedere confezioni di Nutella, aveva chiesto di poter utilizzare il bagno riservato al personale» e, in quel momento avrebbe sfilato 80 euro dalla borsa di un’infermiera che stava lavorando e aveva lasciato, come sempre, i suoi effetti personali in un’area non accessibile all’utenza. Solo una settimana dopo, mentre era in servizio nel reparto di geriatria, ha chiesto alla parente di un paziente di uscire dalla stanza per ragioni di servizio e mentre la donna era fuori avrebbe sfilato 20 euro dal portafogli che la signora aveva lasciato momentaneamente su una sedia. Il giorno dopo, sempre nel reparto di geriatria, approfittando del fatto che il personale in servizio non era presente e quindi non poteva osservarla, avrebbe sfilato 50 euro dal borsellino di un infermiere, lasciato in un armadietto.

L’INCHIESTA dei poliziotti prese il via dopo alcune denunce presentate al posto fisso e gli agenti si resero conto che in tutti e quattro gli episodi era sempre presente l’operatrice sanitaria finita poi iscritta nel registro degli indagati. Lo scorso anno il giudice per le indagini preliminari Alberto Avenoso aveva disposto per la donna un mese di sospensione dal pubblico servizio. Lei, difesa dall’avvocato Massimo Rolla, si è sempre dichiarata estranea agli addebiti che le vengono contestati. Adesso può difendersi e chiedere di essere interrogata per spiegare le sue ragioni.

Fra. Mar.