Castelluccio di Norcia (Perugia), 29 marzo 2017 - La semina a Castelluccio di Norcia è garantita. E ora l'impegno dell'amministrazione è che tutto il mondo possa accorrere per vedere in tarda primavera la storica, splendida fioritura delle piantine che daranno le lenticchie, oro verde di questa zona. Il terremoto ha devastato Castelluccio. Le terribili scosse di ottobre hanno messo allo stremo un luogo amato a livello internazionale. Fin dall'inizio si è cercato di salvaguardare la coltivazione della lenticchia, su cui si basa l'economia anche turistica.

E adesso l'intesa per far passare i trattori e i mezzi agricoli sulle strade messe a dura prova dalle scosse è stata trovata. C'è stata una riunione, nella giornata di mercoledì 29 marzo, con l'assessore regionale all'agricoltura, Fernanda Cecchini ed è stata trovata l'intesa. Hanno partecipato alla riunione, che si è svolta in regione, anche l'assessore regionale ai trasporti Giuseppe Chianella, rappresentanti della Provincia di Perugia, della Coldiretti, oltre ai coltivatori. 

Il programma del trasferimento delle macchine agricole sarà stilato in un vertice in Prefettura, ma l'obiettivo è di farle salire attraverso la galleria di Forca Canapine entro sabato. Il punto principale su cui è stata trovata l'intesa è la concessione agli agricoltori di transitare ogni giorno con le proprie auto attraverso la strada provinciale 477, alle 7 e alle 19.30, accompagnati dalla Protezione civile. Chi invece deciderà di pernottare a Castelluccio, avrà a disposizione le due strutture ancora agibili.

«Se il problema della semina è stato risolto, adesso dobbiamo porci l'obiettivo di far vedere a tutto il mondo lo spettacolo della fioritura di Castelluccio di Norcia»: a dirlo è il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno. «Siamo soddisfatti per la soluzione individuata che consente agli agricoltori di seminare la lenticchia e permette loro di salire e scendere quotidianamente per una ventina di giorni a Castelluccio. Ora dobbiamo fare di tutto perché la viabilità per il borgo venga riaperta al più presto a tutti», ha aggiunto il sindaco che si pone la «metà di giugno come data utile per riportare migliaia di turisti nella piana tanto famosa».

60 MILIONI DI API MORTE - «Sessanta milioni di api morte a causa del sisma» ed ora Silvano Agabiti, titolare del «Massaro apicoltura» di Norcia, chiede che venga inserito a pieno titolo tra gli allevatori che hanno diritto ai risarcimenti post terremoto. La richiesta l'ha avanzata oggi nel corso di un incontro con l'assessore regionale all'Agricoltura, Fernanda Cecchini, che si è svolto nella tensostruttura allestita all'ex campo sportivo di Norcia sulla questione della semina della lenticchia a Castelluccio. «Con il terremoto del 24 agosto ho perso circa 400 dei 700 alveari che avevo e ognuno contava circa 150 mila api», ha raccontato all'Ansa Agabiti.

«Molte sono morte - ha aggiunto - a causa del ribaltamento dell'alveare stesso e molte altre dopo essersi disperse, dato anche il breve ciclo vitale dell'ape stessa». I danni economici che l'apicoltore nursino ha stimato si aggirano «attorno agli 80 mila euro, considerando anche quelli che abbiamo subito ai laboratori». Adesso attende che il decreto terremoto si occupi anche di lui per la parte dei risarcimenti. «Visto che sono - ha sottolineato - un allevatore a tutti gli effetti e le api sono anche insetti fondamentali per garantire il perfetto equilibrio per l'ecosistema del nostro territorio». L'assessore Cecchini ha promesso un «interessamento immediato», incaricando i tecnici della Regione a seguire da vicino la richiesta avanzata da Agabiti.