Perugia, 16 luglio 2017 - La chiamano ‘rete di ripensamento’ perché è stata progettata, tanti anni fa, per distogliere le persone dal tentativo di togliersi la vita. Ma la rete di sicurezza a ridosso del muraglione di viale Indipendenza stavolta non è riuscita a scongiurare il peggio. E’ proprio da uno dei punti in cui la barriera non c’è, che venerdì è precipitato il 27enne francese.

Un metro o poco più di completo vuoto affacciato su via Fatebenefratelli. Le condizioni del giovane restano gravi mentre i suoi familiari, informati poco dopo l’incidente, sono subito partiti dalla Francia per raggiungere il ragazzo al Santa Maria della Misericordia. Ora trasferito nel reparto di Neurochirurgia, il turista francese domani mattina verrà sottoposto dai sanitari a un nuovo esame. Oltre al serio ematoma alla testa, a preoccupare i medici sono principalmente le lesioni agli arti inferiori e purtroppo, quella che più di tutte spaventa, alla colonna vertebrale.

Ore decisive per il quadro clinico e per le prospettive di recupero del giovane, che sarebbe caduto perché si era a messo a cavalcioni sul muro e avrebbe perso l’equilibrio finendo nel vuoto. Un brutto incidente, che si aggiunge ad altri già registrati in passato. La memoria torna in particolare al 2012, quando una studentessa americana di 20 anni era caduta dallo stesso muraglione in un punto in cui, come in questo caso, non c’era la rete di protezione. Pericolose distrazioni che si ripetono nel tempo e rimettono al centro la questione-sicurezza.

Sulle barriere l’assessore comunale, Francesco Calabrese, puntualizza: «Nelle città italiane non c’è alcun obbligo, altrimenti saremmo pieni di reti ovunque». Quanto all’acropoli «in qualche tratto sono state messe come dissuasore per prevenire i suicidi, in particolare dalla Rocca Paolina. Spero che questo ragazzo si salvi – aggiunge – ma ipotizzare una qualche responsabilità del Comune è inquietante, non possiamo riempire di reti i muri delle città solo perché i giovani si sdraiano sui muretti o ci si siedono». Un vero e proprio divieto non c’è. Non ‘arrampicarsi’ sul muraglione è solo una questione di buon senso. Eppure spesso e volentieri la Municipale interviene per invitare le persone a evitare comportamenti rischiosi per la propria incolumità.

Chiara Santilli

Sara Minciaroni