Terni, 19 aprile 2017 - "False e gravemente diffamatorie". Cosi' Michele Gentiloni Silveri, avvocato di Roberto Benigni, definisce le informazioni fornite nel servizio di Report andato in onda lunedi' sera e in cui veniva raccontata la vicenda degli studi di Papigno in Umbria. Il legale del regista e attore è intervenuto a 'Un Giorno da Pecora', su Rai Radio1, per parlare del dibattito che si è creato dopo quella puntata, precisando che e' in partenza la querela contro la trasmissione.

Le affermazioni ritenute "false e gravemente diffamatorie" sono "varie". La prima è che siano stati utilizzati fondi pubblici sugli studi di Papigno, "che è assolutamente falso, perchè Benigni ha pagato tutti i fondi di tasca proprio".

Viene obiettato dai conduttori della trasmissione radiofonica che su questo aspetto il conduttore di Report, Ranucci, ha spiegato di non aver mai detto che Benigni ha usufruito di finanziamenti pubblici per ristrutturare gli studi di Papigno.

"Questa è una presa in giro di qualunque spettatore - la replica del legale -, perchè la trasmissione questo faceva capire. Se non erano fondi pubblici, e Benigni ha fatto un affare privato, quale era l'interesse pubblico a dare la notizia?"

Che i dieci milioni di fondi pubblici, citati dal sindaco di Terni, sono serviti a bonificare il sistema del contesto intorno all'operazione, almeno questa e' la posizione di Report. "Peccato - ha spiegato l'avvocato - che non l'hanno detto durante la trasmissione".

La trasmissione è stata vista dall'avvocato, "sapevamo che sarebbe andata in onda la puntata, gli avevamo dato tutti i dati e gli abbiamo spiegato che avevamo speso soldi privati. La trasmissione aveva tutti i dati".

Vi aspettavate quello che poi e' andato in onda?

"No, assolutamente no, siamo rimasti sorpresi perche' gli avevamo dato tutti i veri dati. In buona fede abbiamo pensato che avrebbero preso nota di quel che gli dicevamo". Chi e' piu' arrabbiato tra Benigni e la Braschi? "Lo sono in modo eguale". Sono piu' delusi o piu' arrabbiati? "Sono piu' delusi, credo".