Perugia, 17 giugno 2017 - C’È CHI PASSA tra i tavoli dei ristoranti e chi prende di mira le panchine dei giardini pubblici, chi si apposta davanti ai negozi e chi trascorre intere giornate appoggiato alle macchinette dei parcheggi a pagamento. Con la mano tesa a chiedere l’elemosina. In centro storico il fenomeno dell’accattonaggio è sempre più diffuso e nella maggior parte dei casi è anche molesto. Lo sanno bene cittadini e commercianti dell’acropoli, continuamente tartassati da chi, con insistenza cerca di racimolare qualche offerta.

SPESSO e volentieri però l’assillo si trasforma in un vero e proprio insulto, anche pesante, diretto a chi si rifiuta di consegnare lo spicciolo al mendicante di turno. Ad essere bersagliate dalle offese sono quasi sempre ragazze sole o persone anziane, più indifese. I ‘disturbatori’ approfittano della loro debolezza per spaventarle, nel tentativo di guadagnarsi denaro. E a volte ci riescono. Da via dei Priori a corso Vannucci, da via Oberdan al Borgo Bello, dalle scale mobili di via Pellini al parcheggio di piazza Partigiani: la mappa dei luoghi in cui si appostano gli accattoni – uomini e donne di varia origine, non solo rom – è piena zeppa di ‘bandierine’.

L’ESASPERAZIONE è alle stelle. Daniele Spontina, edicolante di via Fani, non ne può più. «Si appostano davanti al negozio, aspettano i clienti e poi gli chiedono il resto», racconta il giovane. «Vengono qui perché sanno di poter ottenere qualche moneta, ma sono così insistenti che sono costretto a intervenire per farli allontanare», dice Spontina. «Capita con le signore più anziane, che hanno timore perché non sanno come comportarsi, allora io le tranquillizzo ed esco dall’edicola per mandarli via. Ma non si può lavorare così», aggiunge.

A LAMENTARSI è anche Fabrizio, commerciante di via Oberdan: «In questa zona ce ne sono due che si danno il cambio. Ci discuto tutti i giorni perché si avvicinano al negozio e infastidiscono i clienti, che a loro volta perdono la pazienza. Anche oggi (ieri, ndr) una ragazza si è arrabbiata», sottolinea. «Il problema – puntualizza Fabrizio – è che sono petulanti, senza educazione». A poco servono i controlli: «Li allontanano e un’ora dopo sono di nuovo qui», osserva. Chi viene sorpreso a praticare l’accattonaggio molesto, punito dall’articolo 30 del regolamento di polizia urbana, rischia una multa di cento euro. Ma nei primi sei mesi dell’anno ne sono state fatte solo due (tre nel 2016, dodici nel 2015). Beccare in flagranza chi elemosina in modo molesto non è sempre facile, altrettanto difficile è che chi viene pizzicato saldi il suo «conto». La richiesta della gente però è sempre la stessa: «Più vigilanza».