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Parla l'avvocato Cartasegna: "La mia pensione da 24mila euro al mese"

Ha lavorato alle dipendenze del Comune di Perugia per 36 anni. E ancora oggi viaggia con l'auto blu quando collabora con l'ente

l'AVVOCATO
l'AVVOCATO

di MICHELE NUCCI

Perugia, 19 settembre 2013- «Mi sono ritrovato questa cosa senza neanche crederci. Quando lavoravo prendevo in Comune 10-12mila euro al mese. Secondo lei potevo pensare di arrivare ad una pensione così alta, 24mila euro netti al mese? Me la sono trovata come quello che vince il primo premio della lotteria di Capodanno... ». Mario Cartasegna, 72 anni, avvocato del Comune dal 1972 al 2008, è finito nell’occhio del ciclone dopo che «La7» lo ha inserito in un servizio televisivo tra i pensionati d’oro italiani.
E per di più, egregio avvocato, nonostante una pensione come questa, quando va in Cassazione a Roma per conto di Palazzo dei Priori si fa portare dall’auto blu...
«Già, perché se andassi in treno dovrei partire la sera prima, aggiungere così la spesa per l’albergo e il ristorante. E il costo salirebbe. Mi sarei aspettato che fosse il Comune a fare questa precisazione».
Vabbè, però visto quanto percepisce, potrebbe anche andare a proprie spese...
«Potrei andare in treno certo. Ma, ripeto, dovrei andare la sera prima e dormire in albergo, le cause ci sono al mattino presto... Così facendo, invece, in mezza giornata si fa tutto e si risparmia, anche perchè andrò 3-4 volte l’anno».
Insisto: quei soldi li potrebbe abbonare al Comune, via...
«Mah..., guardi che io queste cause le seguo gratis».
In che senso?
«Non prendo una lira».
No, aspetti. Vuol dire che il Comune non le paga le consulenze?
«Ma quali consulenze, io lavoro gratuitamente. Le spiego brevemente come funziona: in pratica è previsto da un decreto comunale che l’avvocato, anche dopo il suo pensionamento, continui a seguire le cause aperte, quelle che seguiva quando lavorava. Quindi ho in carico alcune pratiche iniziate prima del 2008 (anno in cui sono andato in pensione) e devo portarle all’ultimo grado di giudizio. Ma da quattro anni a questa parte non ci prendo più un centesimo, solo se la causa va a buon fine percepisco la parcella. Le dico solo che ho appena chiuso con successo una pratica sull’Ici di 18 anni fa. Senza dimenticare una cosa... ».
Quale?
«Che sulla parcella i contributi sono tutti a carico del sottoscritto. Ma la mia pensione non per questo aumenterà, perché nonostante io versi i contributi sulle parcelle, la mia è già al massimo, mi hanno spiegato in Comune, e non può aumentare».
Quindi, se non ho capito male, la sua pensione è così alta perché ha vinto tante cause?
«Certo».
Se l’è meritata, sta dicendo?
«Ma no, potevo meritarmi molto meno. Ma le leggi non le faccio io. E’ il contratto nazionale degli avvocati degli enti pubblici che prevede una parte fissa e una variabile (il premio, ndr). Tra l’altro gran parte del ‘premio’ che va al legale è a carico di chi perde la causa».
Ma al netto quanto prende al mese?
«Dei 49mila euro lordi, 25mila vanno allo Stato».
Sono sempre 24mila, moltissimi direi.
«Non c’è dubbio. Ma ripeto è il trattamento previsto per tutti i dipendenti pubblici dell’avvocatura, non è solo il mio caso. Certo, non mi lamento».
Quanti anni ha fatto l’avvocato in Comune?
«Dal ‘72 al 2008: 36, dunque, più 4 anni di riscatto di laurea fanno 40. Avevo 31 anni quando sono entrato con un regolare concorso che, per altro, non credevo di vincere».
Certi ‘premi di risultato’ per la cause vinte durante la carriera lei sostiene che sono «merito» dei politici. Lo conferma?
«Certo, è l’articolo 59 del contratto nazionale che lo prevede».
La colpa dunque, o il merito visto dalla sua parte, è della politica?
«Confermo. E dei sindacati».
Converrà però che questi famosi ‘premi di risultato’ che poi producono certe pensioni sono troppo alti.
«Ci sono tariffe stabilite dal ministero. Però lo stipendio che percepisce oggi un avvocato di un ente pubblico dopo un anno di lavoro, io l’ho preso dopo 35 anni di carriera».
Cosa pensa di chi prende 700 euro al mese di pensione?
«Penso che andrebbe aiutato».
Come?
«Beh, uno come me dovrebbe mettere mano al portafogli e ricordarsi che ha vinto il primo premio della lotteria di Capodanno».
Lei dunque lo fa?
«Non glielo dico».
Ma fa beneficenza?
«Questo me lo tengo per me. Ci mancherebbe però che qualcuno che ha una pensione così alta non lo faccia. Deve rispondere al Signore e alla società civile... ».
Uno come lei che percepisce 24mila euro al mese, lo sa quanto costa un chilo di pane?
«Lo so, lo so. Faccio spesa ogni giorno: la filetta 2 euro al chilo».
 

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