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Con la scusa delle analisi compie atti sessuali: infermiere nei guai

«Il pretesto: eseguire un prelievo di sangue»

L'uomo si sarebbe fatto toccare le parti intime e «successivamente, con la scusa di dovere eseguire una visita toccava il seno della parte lesa»

Medici (Foto Germogli)
Medici (Foto Germogli)

Perugia, 7 febbraio 2012 - L’ACCUSA è sempre violenza sessuale. Ma la dinamica particolare. Un infermiere guatemalteco di 30 anni del Santa Maria della Misericordia è accusato di aver costretto una ragazza originaria di Firenze, a subire atti sessuali con il «pretesto di dover eseguire un prelievo di sangue» sulla vittima.
Si sarebbe infatti fatto toccare le parti intime e «successivamente, con la scusa di dovere eseguire una visita toccava il seno della parte lesa». I fatti al centro del processo — scaturito dopo la denuncia della vittima — sarebbero avvenuti il 15 gennaio del 2009.

Ieri mattina il tribunale (presidente Noviello, a latere Volpe e Cataldo) ha però rinviato al primo ottobre prossimo la prima udienza del processo contro l’infermiere a causa di un difetto di notifica.
L’imputato è assistito dall’avvocato perugino Nicola Di Mario. La ragazza si è costituita parte civile con l’avvocato Donato Fabrizio. Il pm in udienza era il dottor Giuseppe Petrazzini.

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