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Silvia, miracolo della vita: guarita dalla leucemia diventa mamma

«E’ una gioia assoluta, sono stata due volte fortunata»

Madre e figlia stanno bene e saranno dimesse nei prossimi giorni

Perugia, Silvia insieme al marito e alla figlia (Foto Crocchioni)
Perugia, Silvia insieme al marito e alla figlia (Foto Crocchioni)

Perugia, 3 febbraio 2012 - E’ UNA di quelle storie che dà coraggio e fa piacere raccontare: una vita che nasce da una vita miracolosamente «strappata» alla più terribile delle malattie: la leucemia. Guardare una mamma che stringe tra le braccia la propria figlia è sempre una grande emozione ma nel caso di Silvia Nottiani, oggi 32 anni, e la sua piccola,splendida Linda, riempie il cuore di speranza. «E’ una gioia assoluta — dice la neomamma che all’età di 4 anni venne colpita dalla terribile malattia —. Io non ricordo molto ma so che sono stata due volte fortunata. La prima perchè sono guarita e ho condotto una vita del tutto normale, la seconda perchè pur avendo avuto a vent’anni una diagnosi che sconsigliava una gravidanza sono poi riuscita a diventare mamma...».

ACCANTO a Silvia, il compagno neo-papà Marco Massucci che ha seguito passo passo la gravidanza, e il professor Giuseppe Affronti. «Che ha portato avanti la situazione — spiega nonno Gianni papà di Silvia —, con grande competenza e professionalità. Ringrazio lui per questo miracolo così come ringrazio il professor Amici che all’epoca in cui Silvia si ammalò era responsabile dell’oncoematologia pediatrica, per averci aiutato a superare quel terribile momento». Ma a fare oggi degli auguri molto speciali alla Nottiani e alla piccola Linda (nata di 3kg e 370 grammi con un parto cesareo) sono anche Franco e Luciana Chianelli. «Per noi è una notizia bellissima — dicono — la piccola Silvia, all’epoca ricoverata con il nostro Daniele che purtroppo non ce l’ha fatta, è diventata mamma! Un messaggio di grande speranza per tutti quelli che si trovano a vivere certi calvari e una grande gioia per noi che la sentiamo ancora tanto, tanto vicina». «Un giorno importante — sottolinea Affronti —, in cui colgo l’occasione di ricordare la banca del cordone ombelicale. Sarebbe opportuno che la Regione accelerasse i tempi della convenzione con il Careggi, già attiva a Città di Castello, anche per far fronte al mercato selvaggio che c’è su banche estere che sfuggono a qualsiasi forma di controllo e sulla cui validità scientifica permangono grossi dubbi. Favorire la donazione di cordone ombelicale nel punto nascita principale dell’Umbria, come atto di grande amore per il prossimo — continua Affronti —, è un dovere.

Tra l’altro il Chianelli metterebbe a disposizione un mezzo e un autista per raccogliere le cellule e portarle al Careggi. Dico questo perchè ora, ad esempio c’è una gestante che a maggio dovrebbe partorire e che vuole donare il cordone all’altro figlio purtroppo alle prese con una recidiva da leucemia. Se si riuscisse a stipulare la convenzione in modo da diventare operativi...».

di DONATELLA MILIANI

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