Lo straniero è stato arrestato poco dopo dai carabinieri per tentata violenza sessuale e violenza a pubblico ufficiale
Perugia, 3 febbraio 2012 - ERA ALLA STAZIONE, ad attendere il figlio di ritorno da un viaggio, quando un ivoriano l’ha aggredita alle spalle, stringendole le dita intorno al collo e minacciandola di stuprarla. Per fortuna proprio in quel momento è arrivato a Fontivegge il treno da cui è sceso il ragazzo che, quando ha sentito le urla della madre e si è accorto di quello che stava accadendo, si è subito scagliato contro lo straniero, arrestato poco dopo dai carabinieri per tentata violenza sessuale e violenza a pubblico ufficiale.Infatti pare che pure i militari intervenuti per dividere i due abbiano preso qualche calcione dall’ivoriano scatenato.
L’EPISODIO è accaduto durante la notte tra mercoledì e giovedì, intorno alle 22,30. Delle urla al binario si sono accorti alcuni passanti, i quali hanno assistito all’aggressione e hanno avvertito il 112.
La vittima, una donna di 45 anni, è stata «cinturata» dallo straniero che le ha stretto le mani sul collo fin quasi a toglierle il respiro. Lei ha tentato di reagire e di divincolarsi nel buio, ad un certo punto c’è pure riuscita ma mentre tentava di andare incontro al figlio è stata nuovamente bloccata dall’ivoriano, «incurante della presenza del ragazzo», hanno riferito i militari del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Perugia.
IL GIOVANE, di 19 anni, si è così scagliato addosso al balordo, uno scontro durato alcuni secondi finché non sono arrivati i militari della «gazzella». T.B., 37 anni originario della Costa d’Avorio, senza precedenti penali a carico, è stato immobilizzato dai carabinieri e portato via, nonostante abbia opposto resistenza alla pattuglia nel tentativo di liberarsi dalla presa.
E’ stato arrestato, in flagranza di reato, e accusato dei reati di tentata violenza sessuale, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Gli atti sono stati trasmessi al dottor Mario Formisano, il pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica.
L’africano è stato accompagnato in cella, nel carcere di Capanne, a disposizione dell’autorità giudiziaria. La donna invece, medicata all’ospedale, è stata giudicata guaribile dai sanitari con quattro giorni di prognosi.
ENZO BERETTA