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"L’accusa che mi viene mossa? Essere dominante"

Giovanni Antonini a ruota libera subito dopo l’addio al vertice: ‘Il nuovo presidente è davvero la persona giusta'

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Antonini Giovanni direttore della bps (Foto di Crocchioni)
Antonini Giovanni direttore della bps (Foto di Crocchioni)

Spoleto, 16 febbraio 2011 - Giovanni Antonini, a poche ore dalle dimissioni da presidente della Banca Popolare di Spoleto, è già a lavoro nel suo ufficio dell’agenzia di un’importante società assicurativa di cui è titolare, in viale Trento e Trieste. Il tour de force che lo ha impegnato fino all’alba di ieri sembra non averlo fiaccato. Anzi, per certi versi Antonini appare sollevato.

 

Che effetto le fa aver lasciato l’incarico?
"Al di là di ogni considerazione il ricambio ci vuole. Dopo sei anni alla vicepresidenza e oltre dieci come presidente, è giusto lasciare... ".

 

Ma se non lo avesse chiesto la Banca d’Italia, l’avrebbe fatto?
"Avrei assolto al quarto mandato, lasciando la presidenza tra poco più di un anno, ad aprile 2012, quando si tornerà al votare per il rinnovo del Cda".

 

Ma quali sono stati i motivi per i quali la Banca centrale ha richiesto le sue dimissioni?
"Mi hanno accusato di essere ‘dominante’ e ‘pervasivo’. Di certo se mi avessero minimamente contestato di essermi indebitamente appropriato anche di un solo centesimo, sarei stato arrestato all’istante".

 

Che Banca lascia?
"Un istituto di credito più forte di quando ho iniziato: con oltre cento sportelli aperti al pubblico di cui uno a Milano, con più di settecento dipendenti, con la sede centrale completamente ristrutturata e degna di una grande banca, con un’eccedenza patrimoniale di 84,4 milioni di euro. Si tratta di free capital, ovvero di denaro libero che non rende necessaria la ricapitalizzazione e che fa segnare il 9,27 di ‘Tire one’, la componente primaria del capitale di una banca tra i più alti d’Italia".

 

E l’indipentenza della Bps?
"Ogni sforzo in questi anni è stato prodotto proprio per far rimanere questa banca l’unica libera dell’Umbria. Per ora siamo riusciti a sventare il tentativo di toglierle l’autonomia, ma non siamo fuori pericolo. Per questo rivolgo un appello ai soci, ai dipendenti e alle istituzioni, di essere vigili perché il grande capitale non fagociti le piccole realtà che in Umbria sono rimaste la forza propulsiva della nostra regione".

 

Cosa ne pensa del nuovo presidente Nazzareno D’Atanasio?
"Che è la persona giusta. Per convincerlo ad accettare l’incarico di presidente abbiamo dovuto insistere perché è una persona molto impegnata, un imprenditore di successo che ha fondato una società di recupero crediti tra le più importanti del nostro Paese e che dà lavoro a circa mille dipendenti. Con lui ho lavorato fianco a fianco per anni e ne apprezzo, oltre che le indubbie capacità professionali, il tratto umano che, secondo me, è fondamentale".

 

Per Giovanni Antonini quale futuro?
"Resta il mio impegno nel Consiglio d’amministrazione della Spoleto Credito e Servizi. Il piano industriale che abbiamo predisposto e condiviso resta una proposta importante per garantire alla Banca Popolare di Spoleto un’ulteriore crescita e soprattutto l’indispensabile autonomia per essere al servizio delle famiglie, delle piccole e medie imprese e delle istituzioni dell’Umbria".

ROSANNA MAZZONI


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