Bastia Umbra (Perugia), 23 agosto 2010 - L'"emergenza" è tale che "nessuna delle autorità territoriali può dichiararsi estranea". L'autore di queste parole è il sindaco di Bastia Umbra Stefano Ansideri, che inoltre ha emanato una nuova ordinanza con cui vieta l'uso a scopo idro-potabile dell'acqua proveniente dai pozzi privati in un'area al confine con il comune di Assisi.

 

Il 17 luglio scorso l'Arpa (Agenzia regionale per l'ambiente) aveva inviato al Comune di Bastia una comunicazione sulla contaminazione da sostanze organo-alogenate delle acque sotterranee nei comuni di Assisi e Bastia. Il sindaco ha convocato a Bastia - riferisce un comunicato del Comune - un 'tavolo istituzionale' con gli enti interessati (Regione Umbria, Provincia di Perugia, Arpa, Usl e Comune di Assisi) che, sulla base dei monitoraggi dell'Arpa, ha delimitato un'area compresa tra Bastia e Assisi in cui le acque sotterranee risultano contaminate.

 

L'area nel territorio di Bastia - spiega il Comune - interessa parte della zona industriale del capoluogo ed è ricompresa tra via dei Platani, via dei Mandorli, S.S.75 Centrale Umbra, confine comunale con Assisi, via dei Tigli, percorso ciclo-pedonale e via dei Ginepri.

 

"Siamo ancora in attesa - ha dichiarato il sindaco Ansideri - di riposte soddisfacenti sulle cause che hanno determinato situazioni di inquinamento delle acque sotterranee nel nostro territorio: quella oggetto dell'odierna ordinanza, ma anche delle precedenti per le quali abbiamo già investito gli organi tecnici e investigativi competenti, ma finora senza alcun esito concreto.

 

L'emergenza ha assunto dimensioni tali - secondo il sindaco - che nessuna delle autorità territoriali può dichiararsi estranea, a cominciare dalla Regione Umbria e dalla Provincia di Perugia".