Un professore per analizzare
il giubbotto di Bindella
All’università a caccia del dna di Sonia Marra, la studentessa scomparsa
Perugia, 18 maggio 2010 - Nella stessa aula di tribunale senza rivolgersi una parola. Da una parte Anna, la sorella di Sonia Marra, la studentessa pugliese scomparsa da Perugia nel novembre 2006, dall’altra Umberto Bindella che è accusato di aver ucciso la ragazza occultandone il cadavere.
Ieri davanti al gup Carla Giangamboni è stata fissata la data in cui inizieranno gli accertamenti sul giacchetto sequestrato all’indagato. Al professor Giuseppe Novelli, il perito nominato dal tribunale, l’incarico di verificare se esistono tracce biologiche di materiale organico eventualmente riconducibili a Sonia Marra. Alla decisione del pubblico ministero Giuseppe Petrazzini di effettuare accertamenti sul piumino nero sequestrato a Bindella tre anni dopo la scomparsa di Sonia, la risposta della difesa (avvocato Daniela Paccoi) di chiederne l’esame sottoforma di incidente probatorio. Nei laboratori della facoltà di medicina dell’università romana di Tor Vergata gli esami dell’indumento cominceranno il 7 giugno. A seguire gli esami per la difesa si occuperà il dottor Giacomo D’Agostaro, esperto in genetica. Di contro la procura ha dato mandato alla dottoressa Paola Montagna. La famiglia di Sonia, che si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Alessandro Vesi, non ha invece incaricato nessun consulente poiché lo ha fatto la pubblica accusa.
Bindella era stato in carcere ma fu rimesso in libertà dal gip sul presupposto che erano venuti meno i ‘gravi indizi di colpevolezza’. Il piumino — attuale oggetto sul quale si gioca il braccio di ferro tra procura e difesa - venne sequestrato dagli agenti della polizia postale nell’armadio di Bindella prima del suo arresto. E' "uguale a quello indossato dallo sconosciuto" aveva detto una bambina, vicina di casa della studentessa di Specchia che sostiene di aver visto un uomo entrare nell’appartamento di via Purgotti (in cui abitava Marra) intorno alle 19, per poi allontanarsi in macchina. In quella casa i Ris non trovarono tracce biologiche estranee alla vittima.
Enzo Beretta


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