Perugia, 9 maggio 2017 - Non solo (grande) musica, questa volta. Torna Umbria Jazz e la regione, in blocco, affida alla sua manifestazione-principe il compito di rilanciare immagine e appeal, richiamare turisti, testimoniare la voglia di normalità e ripartenza. Ci sono «aspettative speciali» – parola della Governatrice Marini e del sindaco Romizi – per questa nuova edizione in scena dal 7 al 16 luglio: il cartellone presentato a Palazzo Donini fa da spartiacque di un anno impegnativo, con un’intensa attività internazionale (presto due missioni in Cina e Brasile) per rilanciare il territorio dopo i danni del terremoto. E su questo fronte arriva la bella anteprima a Norcia: il primo e il 2 luglio con Renzo Arbore e la sua Orchestra, i Funk Off e altri artisti da definire.

Ed ecco il cartellone. L’offerta è come al solito stellare. «Ci sono tutti, o quasi, quelli che contano» dice Carlo Pagnotta. E’ soddisfatto, il direttore artistico: «Questo Festival mi piace, manca il grande evento come Tony Bennet & Lady Gaga è vero, ma facciamo jazz di alto livello». Confermata in pieno la formula di successo, con tre location fisse e una valanga di concerti gratuiti in piazza e ai Giardini Carducci. E così all’arena del Santa Giuliana si concentrano gli eventi di maggior richiamo, dal rock al jazz.

Si comincia con la rivoluzione techno in 3D dei Kraftwerk, si prosegue con la star inglese Jamie Cullum, i Lettuce, l’omaggio a Luigi Tenco da parte di Sangiorgi, Curreri, Gino Paoli, Fresu, Rea e tanti altri, il pop di Brian Wilson e del suo "Pet Sounds", il Memphis soul di Dee Dee Bridgewater, il mito di Wayne Shorter.

E ancora, la serata in rosa con sette ‘Ladies’, Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Hiromi & Castaneda, il tributo a Celia Cruz, il gran finale brasiliano con Stefano Bollani guest star. 

I concerti specialistici, per i puristi del jazz, si concentrano al Morlacchi con Fresu in doppio progetto (anche in duo con Uri Caine), Danilo Rea & Cristiana Pegoraro, il trio di Giovanni Tommaso con Rita Marcotulli nell’omaggio a Gershwin, il fenomeno Jacob Collier, Gianluca Petrella, il ritorno di Cafiso, il tributo a Ella Fitzgerald di Simona Molinari.

«Tanti italiani – dice Pagnotta – di vecchia e nuova generazione e sperimentazioni dal mondo». Atmosfere più raccolte alla Galleria Nazionale con la sezione dei concerti di mezzogiorno in Sala Podiani. Da ricordare le Clinics della Berklee di Boston, il Conad Jazz Contest, la mostra fotografica «Immagini del suono» a Palazzo della Penna. 

Intanto c’è grande attesa per la nuova legge di sostegno a Umbria Jazz, sottoscritta da tutti i parlamentari umbri, che riconosce al festival lo status di manifestazione di interesse nazionale, con finanziamento di un milione di euro l’anno. A giugno si aspetta l’ok della Camera, poi l’iter legislativo passerà in Senato. «Sarà un riconoscimento formale e istituzionale» ha detto l’onorevole Marina Sereni.