Perugia, 16 maggio 2017 - Colpo grosso del Circolo dei Lettori: Nanni Moretti sarà alla Sala dei Notari martedì 30 maggio alle 21, ospite d’eccezione dell’associazione perugina. Il celebre regista si presenterà in vesti decisamente inedite e insolite, non con un suo film o per parlare di cinema, ma come protagonista di un reading speciale, nel quale leggerà «Caro Michele», romanzo di Natalia Ginzburg.

«Per noi è un appuntamento irripetibile e un evento assoluto, ci sto lavorando da nove mesi» racconta con entusiasmo il presidente del Circolo, Bruno Taburchi. E’ lui a svelare i dettagli di un’operazione che rientra nell’omaggio che il regista - autore di film come «Ecce bombo», «Caro diario» e «Palombella rossa» - ha reso alla scrittrice per celebrare i cento anni della sua nascita. «Nel 2016 – racconta – Moretti ha dato la voce all’audiolibro su ‘Caro Michele’ poi ha allestito questo reading che ha proposto a Londra, all’Istituto Italiano di Cultura, e a Torino. Questo libro ha un valore forte, toccante per Moretti, molto legato alla sua storia personale e professionale. Sarà un evento molto intimo, ho fatto di tutto per portarlo a Perugia» dice Taburchi. 
L’ingresso è libero, fino ad esaurimento posti. Moretti leggerà brani, estratti e lettere dal romanzo, preceduto da una breve introduzione di un docente di italianistica su Natalia Ginzburg. Al termine il regista si fermerà a parlare con il pubblico, «rivelando grande disponibilità, come ha già fatto in altre occasioni».
«Caro Michele» è un romanzo epistolare, che racconta le vicende di una famiglia borghese romana, con una madre ancora giovane che scrive al figlio, sbandato e distante, scappato all’estero per motivi politici. Il romanzo è uscito nel 1973 e sembra quasi aver dato spunto e ispirazione a Moretti nel realizzare il suo primo lungometraggio tre anni dopo, «Io sono un autarchico» dove il protagonista si chiama proprio Michele (Apicella) che è l’alter ego dell’attore e regista in cinque dei suoi film. E al centro del romanzo c’è un rapporto madre-figlio e, più in generale, la crisi dell’istituzione familiare che torna anche nell’ultimo film di Moretti, «Mia madre».