Spoleto, 1 luglio 2017 - "Inaugurazione bagnata, Festival fortunato!". "Per fortuna oggi non sono previsti spettacoli ein plein air»" Sono alcuni dei commenti che serpeggiavano già da ieri mattina nella città del Festival alle prese, dopo giorni torridi, con i capricci del cielo nel giorno dell’inaugurazione del 60esimo della manifestazione.

Un'edizione particolarmente ricca di eventi aperta al Teatro Menotti dal Don Giovanni di Mozart diretto da James Conlon per la regia di Giorgio Ferrara (replica il 2 luglio alle 15) il direttore artistico del Festival che, su indicazione del Ministero, è stato riconfermato dalla Fondazione Festival alla guida della manifestazione per i prossimi tre anni. "Il Don Giovanni è un’opera scritta a scene staccate – commenta Ferrara – non è stato semplice dargli unità. Per farlo mi sono affidato al racconto che il filosofo Kierkegaard fa di questa opera".

Un’edizione ispirata con forza anche a Gian Carlo Menotti di cui ricorre il decennale dalla scomparsa e che oggi vedrà l’inaugurazione di mostre che vogliono essere un omaggio, ma anche il racconto di una storia straordinaria di cui Spoleto è coprotagonista appassionata e appassionante. "As you were, as you are, as you go" è il loop che accompagna l’installazione di Sandy Smith che da oggi campeggia sulla facciata di Casa Menotti, dove da ieri con l’esibizione del fisarmonicista Samuele Telari è iniziato il programma di concerti presentati nella celebre terrazza su piazza Duomo da Maria Flora Monini e dal direttore artistico della rassegna, Federico Mattia Papi.

"Proseguiamo nello spirito del Maestro Menotti a valorizzare giovani musicisti e cantanti emergenti – spiega l’imprenditrice mecenate -. Sarà anche quest’anno quindi l’occasione per conoscere da vicino, in concerti accessibili a non più di venticinque spettatori alla volta, talenti italiani e stranieri. Giovani saranno anche i due premiati dalla Fondazione Monini, mentre il 6 luglio il concerto sarà dedicato a Carla Fendi".

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LA MOSTRA «1958-2017 - La città nel Festival un Festival nella città», si snoda nei percorsi della mobilità alternativa, alla Chiesa di S. Agata, Casa Menotti – Centro documentazione Festival dei Due Mondi e in oltre cento attività commerciali del centro storico. Propone con video, foto, manifesti, piccoli e grandi testimonianze di sessanta anni di un amore senza fine tra il Festival e Spoleto ben rappresentato da Emaki che ha curato l’allestimento sotto la direzione artistica di Mario Brunetti e la parte tecnica di Stefano Bonilli. E 60 sono lune dell’artista Giancarlo Neri, che illumineranno il cielo di Spoleto e a ricordare gli anni del Festival. Completa l’omaggio del Comune la street art di Ob Queberry (al secolo Mattia Santarelli) che sta realizzando, in piazza del Mercato, alcuni elementi di sei manifesti d’autore del Festival. Alla Rocca ieri mattina è stato inoltre presentato il volume Spoleto 1958.