Firenze, 26 ottobre 2014 - Missione compiuta. Per la prima volta nella storia recente, e sicuramente nella storia di questa ultima crisi dell'acciaieria di Terni, che è sicuramente una delle più cruente, gli operai dell'Ast sono riusciti a sedersi davanti al Presidente del Consiglio dei Ministri e ad esporre le proprie preoccupazioni e le proprie necessità. E per quanto se ne sa, in questa vertenza è stata anche la prima volta per il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo che ha sempre partecipato agli incontri con il Governo in materia Ast ma fino a oggi, a questi, tavoli non c'è mai stato Matteo Renzi. Gli operai volevano questo incontro perchè hanno sempre chiesto a Renzi di andare a Terni e lui non c'è mai andato. Ma soprattutto perchè vedono nel Governo un protagonista in grado di risolvere la vertenza se solo smettesse gli abiti dell'arbitro nel quale si è calato dall'inizio di questo estenuante braccio di ferro.

L'incontro è durato circa una  mezz'ora. Sono entrati il sindaco Leopoldo Di Girolamo, il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Mascio e 5 operai delegati delle Rappresentanze sindacali unitarie dell'Ast. Anche altri consiglieri comunali saliti a Firenze al seguito degli operai (Bencivenga, Bartolini, Brizi, Fatale, Pennoni, Ferranti, Cecconi, Crescimbeni e Chiappini) sarebbero voluti entrare, ma non gli è stato concesso. Il Pemier ha ascoltato gli operai e ha affermato di non essere a conoscenza di alcuni aspetti della vertenza, lasciando di fatto basiti gli operai. Ha poi preso l'impegno di fare delle convocazioni a breve e di arrivare a una proposta nell'arco della prossima settimana. Seguirà inoltre attentamente l'incontro di mercoledì al Mise tra l'ad dell'azienda e il ministro Guidi. Renzi dopo aver ascoltato il racconto dei lavoratori ha garantito il massimo impegno. Gli operai, soddisfatti, dopo pochi minuti sono ripartiti alla volta di Terni. "Mercoledì al Mise - hanno detto - sarà il primo banco di prova per verficare le parole di Renzi".  I lavoratori della Ast di Terni erano arrivati questa mattina alla Leopolda a bordo di un pullman e di alcuni mezzi privati per chiedere il sostegno del governo alla vertenza aperta dai metalmeccanici per impedire la chiusura della ThyssenKrupp nella citta' umbra.

 

 

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Presenti all'incontro anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, quello delle riforme Marianna Madia, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo e il vicepresidente della Camera,Marina Sereni, che e' una deputata umbra. 

"Abbiamo incontrato i lavoratori Ast e abbiamo deciso che ci rivedremo la prossima settimana, intanto il governo e le istituzioni locali continueranno a fare di tutto per superare lo stallo. Ministero del lavoro, dello Sviluppo e Palazzo Chigi sono in campo per muovere le cose". Cosi' il ministro del Lavoro Giuliano Polettispiega l'impegno assicurato dal governo ai lavoratori Ast di Terni che alla Leopolda hanno incontrato il premier Matteo Renzi.

Fonti sindacali fanno sapere che un'assemblea è stata convocata per oggi pomeriggio alle 15.30 all'Ast di Terni per riferire quanto emerso nell'incontro avuto stamani alla Leopolda di Firenze con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Il premier avrebbe garantito un impegno in prima persona nella vertenza, manifestando anche l'intenzione di convocare nei prossimi giorni un incontro con delegazioni ristrette di sindacati e Thyssenkrupp, a seconda di come andrà l'incontro che per mercoledì prossimo a Roma il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, ha convocato con l'amministratore delegato di Ast, Lucia Morselli. "Renzi ci ha detto che da oggi si impegnera' in prima persona e sara' pronto a riconvocare un tavolo immediato a seconda di come andra' la riunione di mercoledi'". Lo ha detto, aiutandosi con un megafono ai lavoratori che manifestano davanti alla Leopolda, Emilio Trotti della Fim Cisl appena terminato il cui incontro con il premier: "Si e' posto come uno di noi", ha poi raccontato ai giornalisti. "Gli abbiamo detto - ha spiegato Trotti che nell'incontro con l'ad di mercoledi' il ministro Federica Guidi chieda di ritirare questa procedura, in modo che si possa rientrare in fabbrica, perche' la discussione e' aperta e ne discuteremo su un nuovo tavolo". Quindi - ha proseguito - tra lunedi' e venerdi' Renzi si e' impegnato a riconvocare subito le parti con una delegazione ristretta perche' sia piu' operativa possibile". "Abbiamo chiesto al premier - ha detto ancora Trotti rivolto al gruppo di lavoratori che aveva animato la protesta davanti alla Leopolda - di far ritirare alla Thyssen Group l'atto unilaterale di abbassare la turnazione sull'area a caldo perche' questo e' il primo passo che permette all'azienda di attuare il piano industriale". Renzi "non sapeva - ha proseguito - che siamo in sciopero permanente e che a novembre rischiamo di non prendere nemmeno un euro". I manifestanti che per tutto il tempo dell'incontro del loro rappresentante con Renzi ha continuato a urlare slogan si e' quindi sciolta.

 

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