Perugia, 17 marzo 2016 - Secondo l’Anifa, Associazione Nazionale dell’Industria Farmaceutica dell’automedicazione, la primavera è la stagione in cui l’80% degli italiani è colpito da raffreddori e starnuti e quindi per chi soffre di allergie non c’è via di scampo. Si stima che 4 italiani su dieci soffrano di allergie primaverili e questo è dovuto soprattutto alla comparsa dei pollini. In Umbria ed in altre regioni limitrofe è particolarmente sentita l’allergia alle cupressacee, che inizia verso fine gennaio e termina a fine marzo con code fino ad aprile. Si stima che un bambino su dieci che abita nel centro Italia ne soffra. Da aprile partono poi le allergie alle graminacee e da maggio quelle all’olivo, anche questa una pianta particolarmente diffusa un Umbria.

Che fare? E soprattutto come si riconosce un’allergia? Ne parliamo con Elisabeth Jhoanna Poley.

«I sintomi da tenere sott’occhio sono molteplici, si va dal classico starnuto e lacrimazione agli occhi, alla rinite e tosse stizzosa, insonnia e affaticamento e in quasi metà dei casi problemi respiratori e di asma. La causa di queste manifestazioni, spiegano gli esperti, è una reazione alterata o anomala del sistema immunitario ad alcune sostanze che l’organismo riconosce come non compatibili, producendo di conseguenza anticorpi particolari che provocano la liberazione di istamina e altre sostanze pro-infiammatorie dalle cellule immunitarie».

Ci sono dei rimedi naturali che possono essere di supporto?

«Sicuramente sì, innanzitutto il ribes nigrum: uno dei migliori antistaminici naturali. Il ribes nero e in particolare il suo gemmoderivato, è un potentissimo antinfiammatorio e antistaminico naturale. Agisce positivamente sia a livello cutaneo sia a livello respiratorio ed è consigliato in tutte le forme di allergia al polline, allergia ai farmaci, riniti e congiuntiviti allergiche o asma bronchiale. L’azione delle gemme di ribes nero è rivolta in particolare alle ghiandole surrenali dove, attraverso un particolare stimolo, si ha l’aumento del tasso di cortisolo ematico. La scutellaria, una pianta ricca di bioflavonoidi, che è soprattutto utile quando l’allergia si manifesta con problematiche respiratorie : recenti studi infatti sembrano supportare una possibile attivita’ mucoregolatoria. Studi in vitro recenti avevano anche evidenziato una possibile attività di inibizione di rilascio dell’istamina. Un buon coadiuvante per le allergie stagionali è anche l’estratto di pino marittimo francese, una miscela di bioflavonoidi attivi che favorisce il fisiologico controllo del rilascio di istamina. La quercitina – dice ancora la Poley – è in grado di sostenere la fisiologica azione di numerosi enzimi coinvolti nelle risposte infiammatorie, coadiuvando il normale controllo del rilascio dei mediatori delle risposte infiammatorie, tra cui l’istamina. Questi rimedi si possono utilizzare sia a scopo preventivo che durante il manifetsrasi dei fenomeni allergici, naturalmente sotto il consiglio di esperti».

Ci sono degli alimenti da evitare?

«Sicuramente si, perché anche l’alimentazione può accentuare i fenomeni infiammatori soprattutto a livello intestinale favorendo così il progredire e peggiorare dei fenomeni allergici a causa di un legame che c’è tra l’intestino e le mucose del corpo. Tra gli alimenti si consiglia di evitare tutti quelli ricchi di istamina come i pomodori, gli spinaci,il pesce in scatola, i frutti di mare, le salsicce ed i salumi, i formaggi fermentati e stagionati, le fragole, la frutta secca, gli alcolici e il caffé».

Consigli comportamentali?

«Per chi soffre di allergie è importante seguire alcune regole comportamentali soprattutto nel periodo critico del fenomeno allergico. Ad esempio fare la doccia e lavarsi quotidianmanete i capelli dove possono restare intrappolati i pollini. Viaggiare con i finestrini chiusi o comunque aria condizionata o filtri antipolline. Cambiare le scarpe quando si entra in casa. Evitare di uscire nelle giornate ventose e secche. Lavare spesso i pavimenti. Evitare arredi che possono essere recettori di polline e acari come moquette, tende, tappeti. Dotarsi di mascherina quando si fanno dei lavori all’aria aperta o si sta all’aperto».