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La Corte dei conti all’attacco "Omertosi gli enti toscani sperperi tenuti nascosti"

Le denunce vengono dai cittadini. Ecco tre esempi

Firenze, Corte dei Conti, apertura anno giudiziario. Nella foto dott. Angelo Canale (Giuseppe Cabras/New Press Photo)
Firenze, Corte dei Conti, apertura anno giudiziario. Nella foto dott. Angelo Canale (Giuseppe Cabras/New Press Photo)

Toscana, 21 febbraio 2012 - Omertà dalle Istituzioni — enti pubblici, enti locali e aziende sanitarie — quando invece sarebbe doveroso segnalare agli inquirenti possibili danni erariali? Un’ipotesi non remota. Anzi più di un’ ipotesi secondo Angelo Canale, procuratore regionale della Corte dei Conti, che ha affrontato la spinosa questione ieri durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario contabile. 

 

Alternativa all’omertà, per il magistrato, sono semmai comportamenti scarsamente diligenti. Comunque: che si tratti di atteggiamenti dolosi, più gravi, o colposi, il silenzio di certe amministrazioni, di certi amministratori è comunque intollerabile. A maggior ragione «in momenti in cui — sottolinea il magistrato — l’obiettivo di un rigoroso controllo della spesa pubblica, che deve affiancare il contrasto all’elusione e all’evasione fiscale, è un obiettivo strategico, da perseguire tenacemente».

 

«Spesso — si legge nell’intervento di Canale — la procura apprende dalla stampa o da privati cittadini o associazioni fatti dannosi che i vertici amministrativi si sono guardati bene dal denunziare: un comportamento, questo, che se non è dolosamente omertoso è quanto meno colposamente diligente».

 

«Nel 2011 — continua — solo una denuncia è pervenuta da un difensore civico. E solo tre da collegi di revisori dei conti». Pesa, segnala Canale, «l’abolizione degli organi di controllo sugli atti di spesa degli enti locali: ci ha privato di importanti ‘antenne’ sul territorio. Così finisce sui tavoli della procura contabile «solo ciò che i cittadini volonterosi ci segnalano, ciò che ha formato oggetto di indagini penali, che in via autonoma ci comunicano gli organi di polizia, ciò che la stampa riferisce, che si può ricavare dalle segnalazioni obbligatorie sui debiti fuori bilancio». In più le ‘segnalazioni di danno‘ trasmesse alla procura contabile dalla magistratura ordinaria: nel 2011 sono state 49 mentre altre (7) sono arrivate dal Tar e altre ancora dalla sezione della Corte dei Conti che controlla gli atti amministrativi. Tutto considerato diverse fonti comunque. Così che il richiamo di Canale sembra anche di ordine etico e morale. 
                                                                                                                                                                        giovanni spano

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