"Ammutinati" sull'aereo bloccato in pista Odissea di un aretino /VIDEO

Aretino guida la rivolta del passeggeri e fa saltare il portellone. Si aprono gli scivoli di emergenza e i viaggiatori si precipitano fuori. Il drammatico racconto di Marco Pezzola

Marco Pezzola

Arezzo, 22 giugno 2011 - Bloccati per ore a bordo di un aereo della Ryan Air in servizio fra Siviglia e Pisa. Bloccati all'aeroporto di Siviglia, chiusi dentro la fusoliera, senza acqua e con sempre meno aria, soprattutto senza climatizzatore. E' l'odissea vissuta da circa 200 passeggeri il 16 giugno, che adesso Marco Pezzola, musicista aretino che era su quel volo, racconta per la prima volta. E' stato lui esasperato che dopo due ore da incubo ha aperto di forza il portellone dell'aereo e ha fatto innescare gli scivoli d'emergenza, attraverso i quali molti passeggeri sono potuti scendere. Successivamente, il comandante si è rifiutato di far risalire Pezzola sull'aereo quando il volo era in prossimità di ripartire. A bordo c'erano anche alcuni giornalisti spagnoli, che hanno ripreso immagini e foto dell'incubo, raccontandolo poi sui loro giornali, Il Diario de Sevilla ed El Mundo di Madrid, uno dei più autorevoli giornali spagnoli. Noi vi presentiamo la testimonianza di Pezzola, accompagnata dal video girato all'interno dell'aereo.

Sulla Nazione di oggi, in cronaca di Arezzo e nelle pagine nazionali, altri particolari

"Mi trovavo a bordo dell’aereo Ryanair (volo FR 9342 da Siviglia per Pisa delle ore 12.50) nel giorno giovedì
16 giugno 2011 con mia moglie per fare ritorno in Italia.
L’aereo aveva imbarcato circa 200 passeggeri,tra i quali circa una decina di italiani,alle ore 12.40 con una temperatura all’esterno di quasi 40°C.
Una volta sistemati i passeggeri nei loro posti, l’aereo rimaneva fermo sulla pista a causa di un guasto alla turbina che impediva l’utilizzo dell’aria condizionata.
Dopo circa un’ora di attesa, il caldo era diventato opprimente nonostante i portelloni fossero aperti.
A quel punto abbiamo cominciato a chiedere agli assistenti di volo che cosa stesse succedendo e quando si sarebbe risolto il problema,ma nessuno ci sapeva dire niente oltretutto con atteggiamento molto indisponente.
Il comandante ha fatto 2 o 3 comunicati in lingua inglese che però la maggior parte dei passeggeri non capiva,specialmente quelli spagnoli si lamentavano del fatto che il comandante non parlava correttamente lo spagnolo e riuscivano a capire solo in parte quello che diceva.
E’ stato a questo punto che alcuni passeggeri spagnoli hanno chiesto telefonicamente l’intervento della polizia e di un’unita di soccorso vista l’inettidudine dell’equipaggio.
In realtà era in corso una discussione tra il comandante,la compagnia e l’assistenza aeroportuale di Siviglia su chi avrebbe dovuto effettuare questo intervento sull’aereo.
Intanto,passata già un’ora e mezza, i passeggeri cominciavano ad innervosirsi;vi erano persone asmatiche (tra le quali mia moglie) e soprattutto bambini piccoli che necessitavano di assistenza.
Alcuni passeggeri chiedevano dell’acqua ma le hostess dicevano che al momento non era possibile e alla loro richiesta di scendere dall’aereo gli fu risposto che “chiunque scendeva dall’aereo non sarebbe stato riammesso a bordo”.
Il nervosismo è salito quando molti passeggeri chiedevano acqua senza ottenerla e alcuni di questi sono scesi ugualmente dall’aereo per sfuggire a quel caldo terribile,i passeggeri erano tutti grondanti di sudore.
Allora mi sono recato dalla hostess ed ho chiesto nuovamente di poter fare scendere i passeggeri dall’aereo perchè la situazione cominciava ad essere critica.
Alle ore 14,30 il comandante chiese di avere pazienza ai passeggeri dicendo a coloro che erano scesi di rimontare sull’aereo poiché questo sarebbe stato rimorchiato in un’altra area di parcheggio per consentire la riparazione del guasto.
Vennero allora chiusi tutti i portelloni dell’aereo e ritirate le scale mobili dopodichè l’aereo fu rimorchiato in un’altra area di parcheggio.
Durante questo spostamento venivano spenti tutti gli apparati di bordo,compreso l’impianto di areazione interna e dopo aver raggiunto la nuova area di parcheggio,l’aereo si fermò di nuovo e non venne dato nessun comunicato su cosa stesse succedendo.
Nel frattempo l’aereo diventava un forno con una temperatura che presto raggiunse i 50°C (misurati da un passeggero con un telefono iPhone),inoltre cominciava a farsi sentire la mancanza di ossigeno.
A questo punto io parlai di nuovo con le hostess che questa volta ignorarono sia me che altri passeggeri all’ennesima richiesta di aprire il portellone dell’aereo.
Intanto il malessere e il nervosismo montava a bordo sempre di più,c’era chi urlava invettive contro l’equipaggio,altri chiedevano di scendere;una passeggera venne colta da malore per claustrofobia,due bambini soffrivano chiaramente la disidratazione e mia moglie asmatica cominciava a stare male.
Gli assistenti di volo ormai non sapevano più far fronte a questa emergenza e allora io mi sono recato all’interno della cabina di pilotaggio supplicando il comandante di fare aprire immediatamente il portellone perché c’erano dei passeggeri in condizioni di salute critiche.
Il comandante,a quanto pare, non gradì questo mio intervento e lo vidi chiaramente confabulare con il copilota qualcosa come dire “ma questo qua è pazzo…….”
A quel punto,vedendo quello che stava succedendo (erano le ore 14,45 circa,quindi dopo più di due ore di incubo),e soprattutto constatando che eravamo in mano ad un equipaggio incompetente,impreparato e sprezzante della situazione che si era venuta a creare,ho preso la decisione,in preda anche di un attacco di panico dovuto a mancanza di ossigeno, di aprire il portellone anteriore dell’aereo con la leva a mano in modo da fare entrare aria.
L’apertura forzata ha fatto scattare il dispositivo di emergenza dell’aereo causando la fuoriuscita dello scivolo d’emergenza.
ERA L’UNICA DECISIONE DA PRENDERE per evitare una possibile tragedia!
E infatti,con lo scivolo aperto,i passeggeri cominciarono a uscire dall’aereo dopodiché veniva aperto anche il portellone posteriore all’arrivo della scala mobile.
All’interno dell’aereo erano presenti anche due giornalisti locali i quali hanno subito chiamato le autorità aeroportuali e un’ambulanza,riprendendo le scene con il telefono e trasmettendo la notizia in tempo reale ai giornali.
La situazione era davvero grave,c’erano donne in preda al panico,bambini sofferenti di disidratazione e tachicardia (come un piccolo di appena 10 mesi!!) subito soccorsi dai dottori,gente a terra in preda a crisi di disidratazione ecc….
Il comandante invece,giudicando evidentemente “terroristico” il mio gesto,fece intervenire la Guardia Civil per identificarmi,cosa che in un primo momento non fu resa possibile da molti passeggeri accorsi in mia difesa.
Verso le ore 15,30 tutti i passeggeri furono prelevati da un bus navetta e accompagnati al terminal dove ricevettero assistenza dal personale dell’aeroporto che portò subito dell’acqua ed altri generi di prima assistenza.
NESSUN RESPONSABILE DI RYANAIR SI E’ PREOCCUPATO DELLA SALUTE DEI PASSEGGERI E NESSUNA ASSISTENZA E’ STATA LORO DATA !!!!!!
Ai passeggeri stremati non è rimasto altro che fare denuncia presso lo sportello reclami di RYANAIR!
Dopo circa un’ora di attesa, alle ore 16,30 gli stessi furono invitati a presentarsi di nuovo al gate per l’imbarco e da lì siamo stati accompagnati con un bus navetta davanti allo stesso aereo (la compagnia sostiene invece che l’aereo era stato sostituito).
Nel momento in cui mi apprestavo a salire sulla scala dell’aereo venivo riconosciuto dal copilota e dal comandante che prontamente si è rifiutato di imbarcarmi e ha fatto intervenire subito la Guardia Civil per identificarmi.
Senza opporre alcuna resistenza, mi sono fatto identificare ma prontamente alcuni passeggeri sono accorsi per prendere le mie difese argomentando i fatti ai poliziotti spagnoli (che provvedevano ad identificare anche loro).
Dopo qualche minuto,tutto si è risolto e lo stesso ufficiale della Guardia Civil non ravvisava alcun tipo di reato da parte mia.
Tuttavia il comandante dell’aereo è stato irremovibile,ed io sono stato costretto a lasciare il velivolo,seguito da mia moglie, e a partire con un altro volo.
Sono venuto a sapere che l’aereo è poi ripartito per Pisa alle ore 17.35.
Fortunatamente i giornalisti che erano a bordo dell’aereo hanno trasmesso la notizia in tempo reale ai principali giornali spagnoli che il giorno dopo hanno dato grande risalto alla notizia che ha destato scalpore presso l’opinione pubblica.
Ma ancora più scandalosa è stata la presa di posizione di Ryanair che,in risposta al primo articolo apparso sul” Diario de Sevilla” il giorno dopo,non ha trovato di meglio che dare la colpa a me (insubordinazione!!) per il ritardo.
Il comandante ha infatti dichiarato che con lo scivolo aperto l’aereo non poteva essere riparato e che a quel punto ha fatto scendere i passeggeri(!!!!!),un subdolo tentativo di scaricare su di me la colpa del ritardo.
Questa versione dei fatti di Ryanair è stata subito smentita dai numerosi commenti inviati dai passeggeri che si trovavano su quel volo i quali sostenevano che se io non avessi aperto quel portellone sarebbe avvenuta una tragedia e che il comandante non aveva fatto nulla per evitare tutto questo.
Inoltre Ryanair mente sul fatto che il portellone posteriore era aperto,infatti durante lo spostamento dell’aereo tutti i portelloni sono stati chiusi e mai più riaperti.
Tramite i giornali sono venuto a sapere che adesso Ryanair è stata messa sotto inchiesta dall’Agencia Estatal de Seguridad Aérea (AESA) al fine di valutare se siano state commesse delle violazioni ai diritti e alla salute dei passeggeri ed anche dalla FACUA,la più grande associazione di consumatori in Spagna.
Ritengo vergognoso che questa compagnia continui impunita ad avere questo atteggiamento nei confronti dei passeggeri,viste le numerosissime denunce che ha collezionato fino ad oggi.
Personalmente denuncerò Ryanair per tutti i fatti e i danni subiti.

Marco Pezzola
 

redazione

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