Firenze, 11 gennaio 2018 - «SÌ DOMANI è bella e accomodata, zero a zero». Simone Storai, consigliere d’amministrazione del Prato, rassicura l’amico e presidente della Sestese Filippo Giusti sull’esito della gara di ritorno dei play-out di Lega Pro, tra la squadra laniera e il Tuttocuoio. Andrà proprio così: il “pronostico” pronunciato da uno degli incolpati dalla Figc per le presunte combine (che avrebbero portato all’alterazione o alla tentata alterazione anche di undici partite di Eccellenza e Promozione) è esattamente il risultato della gara di ritorno. «Eh, se Paolino non la combina...», commenta l’ex presidente del comitato regionale della Figc, Fabio Bresci, in confidenza con Giusti. Dopo il 2-2 dell’andata, in terra pisana (21 maggio), il secondo pareggio, sette giorni dopo garantisce al Prato, meglio piazzato in classifica, la permanenza in categoria.

UN RISULTATO che, nonostante le affermazioni rese dal “padrone” del calcio a Prato, Paolo Toccafondi, ai pm Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli («Non c’è nessuna differenza tra vendere una squadra che milita in Lega Pro con una squadra che milita nei dilettanti») permette ai lanieri, la cui posizione presso la giustizia sportiva per questa presunta combine è stata archiviata, di evitare svariate perdite economiche (come il disimpegno, per contratto, della compagine Orgoglio Pratese, detentrice della maggioranza della società, anche se poi se ne andrà lo stesso, nonostante la salvezza) e soprattutto di scampare il pericolo dello svincolo dei “giovani di serie”, automatico in caso di caduta nei dilettanti dai professionisti. Ad esempio: i 130mila euro pattuiti con il Cittadella, per il riscatto dell’enfant prodige Kouamè – fatto arrivare ragazzino dalla Costa d’Avorio -, sarebbero andati in fumo.

«QUELL’ALTRA FACCENDA»

Ma è soprattutto un’intercettazione, tra Toccafondi e uno sponsor del Prato, Alessandro Sanesi, a far ipotizzare alle due procure, ordinaria e sportiva, l’esistenza di un accordo sottobanco per il segno X a vantaggio dell’ennesima salvezza ai play out del Prato. Al telefono, Toccafondi ricorda che bisogna sistemare «quell’altra faccenda», per cui è stato incaricato lo stesso Sanesi e lo invita ad incontrare «quella persona» lontano dallo stadio. La squadra mobile di Prato, però, non ha assistito a nessun incontro. A corroborare le tesi dell’accusa ci sono le parole, riferite in procura, dall’ex presidente del Tuttocuoio Andrea Dolfi, il quale, sentendosi vittima, denuncia clamorose defezioni tra i titolari della sua squadra, almeno quattro assenze pesanti che avrebbe costretto il tecnico Di Petrillo a puntare forzatamente sui giovani. Shekilazde, Gelli e Mulas non erano della partita e, a detta di Dolfi ci sarebbe stato lo zampino del procuratore di Pontedera Andrea Bagnoli.

RIGUARDO alle note difficoltà economiche del Tuttocuoio, Dolfi ha fornito una spiegazione opposta a quella di Toccafondi: «Se da un lato avevo già deciso di cedere la squadra, anche se fosse rimasta in Lega Pro, dall’altro è evidente che cederla in serie D non solo sarebbe stato meno conveniente, ma soprattutto perché retrocedendo avrei perso, come effettivamente è accaduto, tutti i rapporti con i giocatori che avevano un vincolo pluriennale con la società».

stefano brogioni