Firenze, 5 dicembre 2017 - Un doppio binario musicale che alla fine si interseca grazie all'abilità e alla capacità di incontro degli esecutori. Il concerto curato dagli Amici della Musica con il mandolinista israeliano Avi Avital e i tedeschi del Kuss Quartett ha avuto questa caratteristica che ha permesso di entrare in mondi diversi e di grande fascino. Indubbiamente la presenza di un solista non usuale per il repertorio classico. Eppure Avital ha adattato un brano conosciutissimo come la Ciaccona dalla Partita per violino solo BWV 1004 di Johann Sebastian Bach presentandolo a inizio concerto con assoluta naturalezza e bravura.

Sono saliti poi sul palco i musicisti del Kuss Quartett presentando le opus 95 e 135 di Ludwig Van Beethoven, ovvero il trampolino di lancio verso le sonorità sperimentali degli ultimi quartetti beethoveniani. Un'interpretazione che ha cercato di entrare a fondo nella psicologia dell'autore evidenziando le tensioni creative, ma al tempo stesso valorizzando le sonorità abituali del compositore nei movimenti veloci. Una lezione di stile che è rimasta tale quando la formazione ha poi affiancato Avital nel brano finale. Cymbeline, dell'autore inglese David Bruce nato nel 1970, descriveva il ciclo giornaliero del sole in tre movimenti (Alba, Mezzogiorno e Tramonto).

Una composizione con tante idee efficaci e tutte sviluppate in modo da valorizzare il quintetto inedito e dove i momenti di sperimentazione si sono mosse verso la valorizzazione dell'impianto melodico-armonico. Alla fine grandi festeggiamenti e un fuori programma dedicato al folk armeno, tributo ulteriore della classica alle tradizioni popolari.