Il volontariato come comunità in grado di educare. E contrastare comportamenti che allontano i giovani da valori come la solidarietà. Anpas Toscana è al lavoro per combattere la povertà educativa minorile. E non c’è solo il bullismo tra i nemici. «Il volontariato e le nostre pubbliche assistenze – ha detto il responsabile Welfare per Anpas Toscana, Andrea Nuti – hanno in sé tutto quello che serve per insegnare ai nostri giovani non solo a difendersi dai bulli, ma anche a crescere all’interno della società, a diffondere il civismo e la socialità. Oltre all’azione quotidiana, sulle ambulanze, sui mezzi di protezione civile, nella donazione del sangue e in tutte quelle attività che contraddistinguono l’Anpas, stiamo lavorando anche a una serie di azioni e progetti rivolti proprio ai minori, al loro inserimento nel contesto sociale ai loro rapporti con adulti e coetanei».

I progetti di Anpas Toscana hanno lo scopo di promuovere il benessere e la crescita armonica dei minori, in particolare di quelli a rischio o in situazione di vulnerabilità: di tipo economico, sociale, culturale, richiedendo progetti in grado di promuovere e sviluppare competenze personali, relazionali. Dalla prevenzione del rischio dell’abbandono scolastico, alla capacità di intervenire di fronte a episodi di bullismo. Le iniziative saranno messe in campo insieme alle scuole, le istituzioni e le famiglie. I tre cardini sui quali ruota la vita dei ragazzi più giovani.

«Le nostre associazioni – ha concluso Nuti – si candidano a essere protagoniste per quanto riguarda la crescita individuale dei giovani più fragili, con la speranza di esser loro utili a riprendere un cammino interrotto. Più in generale vogliamo cercare di fornire ai giovani strumenti e motivazioni tali che li incoraggino ad attivarsi, consapevoli di essere parte integrata e integrante delle nostre comunità».