Dalla parte delle donne. Anche lo Spi Cgil di Firenze mette in agenda tanti appuntamenti per informare e sensibilizzare i cittadini su un tema tanto attuale quanto odioso. «Secondo le Nazioni Unite – commenta Daniela Borselli, responsabile provinciale del Coordinamento Donne Spi-Cgil - la violenza contro le donne è una delle principali e più diffuse forme di violazione dei diritti umani. Si manifesta sotto varie forme: dalla disoccupazione femminile più alta alla segregazione in ruoli e lavori marginali, dalla maggiore ricattabilità sul lavoro a causa delle assenze per cura di figli e anziani alle più svariate molestie, da un’organizzazione del lavoro e del sociale a misura d’uomo alle pensioni più basse del 30%. Fino ad arrivare alla violenza fisica e psicologica e al gesto più estremo: il femminicidio. Se la violenza si inquadra in questa dimensione si comprende meglio come il combatterla sia un lavoro lungo che si dispiega su più piani».

Un lavoro che passa anche dall’importanza di comunicare e parlare della violenza sulle donne. Ecco allora i tanti eventi firmati Spi Cgil in programma per oggi in provincia di Firenze. A Fucecchio (ore 10, auditorium dell’oratorio La Calamita) si terrà un’improvvisazione teatrale con Sergio Bulleri e Susanna Pietrosanti a cui parteciperanno 150 studenti dell’Istituto Checchi. Durante lo spettacolo interverrà la psicoterapeuta Lorella Giglioli (Centro Aiuto Donna Lilith); in chiusura, Daniela Borselli. In piazza Vittoria a Empoli (dalle 15.30 alle 19), andranno in scena storie e racconti di donne. A Certaldo la statua di Giovanni Boccaccio si illuminerà di rosa, mentre nella sede della Camera del Lavoro sarà presente l’installazione “Scarpe Rosse e Messaggi alle finestre”. Alle 15.30 nell’area antistante i Laboratori Polis, ecco la performance “Il rumore del silenzio” con l’inaugurazione delle panchine rosse contro la violenza.

Alla Casa del Popolo di Greve in Chianti (ore 21) ecco “Neanche con un fiore”, incontro con Federico Fabbri autore del libro, “La verità ha bisogno del sole” e Rossano Bisciglia, psicoterapeuta del Centro Ascolto Uomini Maltrattanti.

«C’è un problema di linguaggio, di stereotipi, di cultura, di legislazione che chiama in causa tutti, dal singolo cittadino alle Istituzioni – aggiunge Borselli -. La violenza chiama in causa gli uomini. Vogliamo sentire anche le loro voci non in difesa di piccoli mediocri che usano la violenza ma in difesa delle donne che da vittime a volte vengono addirittura additate come colpevoli degli abusi commessi su di loro. Le donne dello SPI CGIL non si arrendono, il nostro lavoro è quotidiano, vogliamo far crescere i nostri nipoti in una società senza barriere e discriminazioni. Vogliamo che siano capaci di distinguere e di scegliere, di rispettare le differenze perché non siano spettatori ma positivamente protagonisti del loro tempo».