Rossano Vergassola, specializzato in malattie cardiovascolari e reumatiche, già primario cardiologo nella Usl 10 di Firenze, è attualmente co-direttore sanitario degli ambulatori Rete Pas. A lui, considerata l’eccezionale ondata di caldo che sta caratterizzando l’estate fiorentina, abbiamo rivolto alcune domande.


Temperature cosi alte possono avere conseguenze sul cuore?

«Il caldo eccessivo, soprattutto in presenza di alti tassi di umidità, comporta un lavoro aggiuntivo per il cuore e in generale per l’apparato cardio-circolatorio. Con il calore la frequenza cardiaca aumenta, i vasi arteriosi si dilatano riducendo la pressione e i liquidi diminuiscono perché aumenta la traspirazione attraverso la cute».


Quali sono i rischi?

«Per soggetti sani il pericolo maggiore è legato a una scarsa introduzione d’acqua. Molto pericolosa è anche l’esposizione al sole nelle ore più calde che può provocare il colpo di calore o di sole. Altro rischio, anche se non cardiaco, sono le infezioni delle prime vie aeree, soprattutto di faringe e tonsille».


Chi sono i soggetti più esposti?

«I bambini, le persone malate e soprattutto chi soffre di scompenso cardiaco o insufficienza renale. In questi casi i meccanismi di controllo attivati dall’organismo per trovare il giusto equilibrio sono spesso insufficienti; il pericolo maggiore è quello di non avere una giusta quantità d’acqua in circolo».


Consigli utili?

«Sicuramente bere almeno due litri di acqua al giorno. Da sottolineare che con il passare degli anni il senso di sete si riduce molto: gli anziani quindi devono bere senza attendere questo tipo di segnale. Fondamentale mangiare poco e spesso per non aggravare il lavoro dell’apparato digerente e di conseguenza del cuore. Si consiglia di consumare frutta e verdura, in particolare albicocche, kiwi, pomodori e insalate, ricchi di acqua e minerali fra cui il potassio. Sarebbe importante non sostare di fronte a ventilatori o climatizzatori per evitare dolori muscolari e malattie infettive. Per chi soffre di ipertensione arteriosa è fondamentale misurarsi spesso la pressione, che può abbassarsi e imporre quindi un aggiustamento della terapia».