In Toscana i donatori di sangue sono numerosi ma questo non basta comunque a far fronte a tutte le necessità. La carenza di sangue è un tema ricorrente tutto l’anno ma, come sempre, complice il caldo e l’inizio delle ferie, durante i mesi estivi scatta l’emergenza perché non si riesce a soddisfare il bisogno delle strutture sanitarie.
«Il sangue non può essere creato in laboratorio - spiega Carlo Benci, infermiere che lavora al Centro Trasfusionale del Mugello dell’Ospedale di Borgo San Lorenzo (Fi) - e quindi la sua disponibilità dipende esclusivamente dai donatori. Che sono preziosissimi perché il sangue è indispensabile in primo soccorso, nella terapia di anemie e leucemie, oltre che in chirurgia e nei trapianti. E in caso d’emergenza dobbiamo chiedere direttamente a loro e alle associazioni che giocano un ruolo fondamentale». Ma anche gli infermieri fanno la loro parte, incoraggiati dal Collegio Ipasvi di Firenze, che cerca da sempre di sensibilizzare la categoria. «A maggio abbiamo ideato la Giornata dell’infermiere donatore – spiega Benci - per stimolare i colleghi alla donazione. Firenze ha partecipato con entusiasmo e ci stiamo organizzando per un’adesione ancora maggiore il prossimo anno».
Le persone tra 18 e 70 anni (e di almeno 50 kg) possono donare plasma, sangue intero e piastrine ai servizi trasfusionali degli ospedali o nelle unità di raccolta gestite dalle associazioni di volontariato; basta essere sani e non avere comportamenti a rischio. «La donazione comporta anche un controllo della salute – spiega Benci – ed è effettuata da personale qualificato. Cerchiamo sempre di creare un rapporto con chi compie questo gesto: credo che entrare in contatto con il donatore, per cui non si può che nutrire profondo rispetto, rappresenti il giusto approccio infermieristico».