Un flash mob per dire no a qualsiasi tipo di violenza. Sono tanti anche quest’anno gli infermieri che scenderanno in piazza oggi (ore 13.30) davanti agli ospedali di Santa Maria Nuova di Firenze, San Giuseppe di Empoli e San Jacopo di Pistoia per manifestare contro la violenza sulle donne. L’iniziativa si chiama “Agitiamo il rosso” ed è organizzata per puntare i riflettori su un tema che i professionisti del settore sanitario conoscono da vicino. «Appoggerò e sosterrò il flash mob organizzato a Santa Maria Nuova, spiega Corinna Pugi, infermiera e consigliera del Collegio Ipasvi di Firenze – Pistoia, perché come infermiera e rappresentante professionale voglio puntare molto su questo aspetto e proporre al Consiglio Direttivo di Ipasvi di realizzare una commissione specifica insieme a tutti gli infermieri. L’obbiettivo è costruire insieme un percorso per consolidare le buone pratiche e i tavoli che ci sono in Regione, ma anche creare una rete che abbracci tutte le associazioni presenti sul territorio come Nosotras o Artemisia». È nelle intenzioni della Consigliera del Collegio Ipasvi di Firenze - Pistoia presentare progetti per il 25 novembre del prossimo anno che diano avvio a una serie di campagne da proporre nelle scuole e negli istituti con la partecipazione

di personale infermieristico veicolando, nel contempo, un messaggio culturale. «La violenza di genere parte sempre da un modello culturale sbagliato – spiega ancora Corinna Pugi - e su quello bisogna agire». Va in questo senso anche l’evento che si è tenuto il 22 novembre alla BiblioteCaNova dell’Isolotto dal titolo “L’altra faccia della coppia”. Un incontro di informazione sulle dinamiche disfunzionali che possono emergere nella coppia e portare alla violenza di genere, affrontato dalla psicologa Alessandra Schiavoni e dall’antropologa Emerita Cretella Nuti insieme a un’infermiera, Roberta Malespini, referente del Codice Rosa. «Sarà un obbiettivo forte del

mio mandato di questi tre anni di Collegio – precisa Pugi - perché quello della violenza sulle donne è un fenomeno in aumento. Il Codice Rosa si attiva ma a volte non è immediato: capita che queste violenze si intuiscano durante il triage o successivamente. A maggior ragione serve una preparazione specifica». Poi ci sono i tanti bambini vittime di “violenza assistita”, considerata la seconda forma di violenza su minori. «In questo caso – conclude - il personale dell’ospedale pediatrico manda subito una segnalazione e viene attivato un percorso che può prevedere anche l’intervento delle forze dell’ordine. Un aspetto del tema violenza che va comunque affrontato, insieme agli infermieri pediatrici».