Dei 370mila nuovi casi di tumore diagnosticati ogni anno in Italia, la metà colpisce i pazienti con oltre 70 anni. Abbiamo parlato di questa problematica con Giuseppe Spinelli, dottore e presidente dell’Associazione Tumori Toscana.


Di quali attenzioni e strategie necessitano questi pazienti?

«Quello degli anziani malati di cancro, è un problema sia sanitario che sociale molto importante, che sarà sempre più vasto nei prossimi anni, anche perché questa malattia diventa sempre più cronica. Oltre agli aspetti propriamente assistenziali (scientifici o sanitari), ci sono anche quelli sociali: è molto difficile riuscire a curare i malati gravi che vivono da soli o con coniuge anziano. Per cui è importante che ci sia una rete sociale molto forte per riuscire a supplire alle difficoltà familiari».


Quali sono le prospettive future per i malati?

«Bisogna evitare le ospedalizzazioni inutili. Pensiamo che le cure a casa siano le migliori, sia per la qualità di vita del malato sia per il suo aspetto psicologico. Per realizzarle sono necessarie strutture come l’Associazione Tumori Toscana, dotate, oltre che di professionisti preparati per curare i malati di cancro, anche di volontari preparati e motivati».


La solitudine e il disagio sociale influiscono nella gestione delle patologie oncologiche?

«Sì, sono due fattori che le aggravano e che aumentano la sofferenza dei malati. La solitudine può essere in qualche modo vinta solo attraverso le associazioni di volontariato come la nostra. È importante perciò garantire e costruire una rete sociale accanto a una rete sanitaria di uguale spessore e valore».


In un periodo critico come quello estivo, quale ruolo ha l’Att nella cura dei pazienti e in particolare di quelli anziani?

«L’Associazione Tumori Toscana non va in vacanza, perché il cancro non va in vacanza. Cerchiamo di fornire gli stessi servizi degli altri mesi dell’anno: le cure domiciliari oncologiche gratuite 24 ore su 24 con personale specializzato».


Info: www.associazionetumoritoscana.it