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Montepaschi thrilling
Poi Sato chiude la gara

I senesi di Pianigiani devono stringere i denti per superare Ferrara

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La difesa della Mens Sana (Foto Lazzeroni)
La difesa della Mens Sana (Foto Lazzeroni)

Siena, 8 marzo 2010 - La Montepaschi deve stringere i denti ed è costretta ad arrivare all’ultimo minuto di gioco per sbancare il parquet della Carife Ferrara, squadra che sta lottando per evitare la retrocessione. Priva del lituano Lavrinovic, ed ancora con le tossine in circolo delle eurofatiche non ancora smaltite, la formazione di Pianigiani ha mostrato un volto opaco, per niente lucido e brillante, tallone di achille su cui ha insistito — e ottenuto risultati — la squadra di casa. Ci ha pensato la classe di Sato, con cinque punti nel thrilling finale, a togliere le castagne dal fuoco e a far conservare l’imbattibilità alla capolista. Per due volte, sia nel secondo quarto (25-35) che nel terzo (34-44), la Montepaschi è andata via in doppia cifra, ma i due colpi di acceleratore non sono stati decisivi.

 

La maggiore freschezza atletica del team di Valli ha trovato le energie per tornare sulla scia. Merito, innanzitutto, di un immenso Ford, sotto canestro devastante (11 rimbalzi, 8 falli subiti, 7 schiacciate), ma il portacolori di casa ha ecceduto nell’agonismo ed ha anche perso 6 palle, ingabbiato dalla difesa mensanina. Comunque in modo inusuale in ritardo (19 perse), tanto da far allungare la partita in modo inatteso. Rientrata sul 46-48 al 25’, la Carife ha avuto l’opportunità di operare il sorpasso, però ci ha pensato Mc Intyre a gettare acqua e sabbia sull’entusiasmo di Spinelli e compagni. Nell’ultimo quarto, due triple di Sacchetti, che hanno fatto il paio con quelle iniziali di Jackson, hanno tenuto in sospeso la partita (57-59 al 34.30), ed al nuovo allungo della Montepaschi (57-63) c’è stata l’ultima risposta concreta di Ferrara (60-63).

 

Poi, l’urlo della vecchia guardia mensanina: praticamente assente Domercant, hanno fatto la differenza Stonerook e Sato (8 rimbalzi), ed Eze è andato a mettere la ciliegina del 60-71. A fil di sirena, la tripla di Jackon ha reso meno amara la sconfitta della Carife. Che ha avuto comunque il merito di aver affrontato a viso aperto e senza timori la capolista, meritando fino all’ultimo di contendere il risultato. La Montepaschi, seppure in condizioni notevolmente precarie, ed andando a strappi, a partire dai colpi di acceleratore impressi da Zisis e Hawkins, pur dovendo raschiare il fondo delle energie ha però trovato la marcia in più da innescare nella volata finale.

Patrizio Forci


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